Il Tirreno

Grosseto

SULLA MAREMMANA

Morì investita, i familiari chiedono i danni alla Provincia

Gabriele Baldanzi
La scena dell'incidente sulla Maremmana
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La scena dell'incidente sulla Maremmana

Strada pericolosa: l’ente viene ritenuto responsabile del decesso e citato in una causa da duecentomila euro

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MANCIANO. Cinque anni fa rimase uccisa a pochi metri dalla sua casa, investita da un fuoristrada. Ora i familiari, dopo aver ottenuto giustizia in sede penale (il conducente del mezzo patteggiò un anno per omicidio colposo), chiedono alla Provincia di Grosseto un risarcimento di oltre 200 mila euro.

La vittima si chiamava Vimise Ronca. Aveva 82 anni. Il 7 ottobre del 2009, mentre andava a gettare la spazzatura, attraversando la strada, fu presa in piena da un auto in località Vergheria. Un impatto violento lungo una delle tante intersezioni pericolose della strada provinciale 74 Maremmana, quella stessa balzata poi alla ribalta delle cronache per altre morti simili e per le recenti alluvioni. Ed è proprio sulla pericolosità della sede stradale (sul disimpegno della Provincia, ritenuta dai familiari della signora Vimise corresponsabile dell’incidente) che si fonda questa causa.

Della ricostruzione della dinamica del sinistro si occuparono all’epoca i carabinieri della compagnia di Pitigliano, dettagliando nel loro verbale riguardo a segnaletica, illuminazione e velocità della vettura in prossimità di quel maledetto incrocio. La famiglia da subito accusò le istituzioni, chiedendo di dotare quel punto della strada di un segnalatore luminoso, di un lampione e di dissuasori di velocità. Poco più avanti rispetto al luogo dell’impatto c’era anche la fermata del bus con la gente che se ne serve, oggi come allora, aspettandolo praticamente in mezzo alla strada.

«La signora Vimise – hanno sempre ripetuto i familiari – era andata a gettare la spazzatura nei cassonetti. Un'operazione che ripeteva tutti i giorni. E nell'attraversare la strada era prudentissima». Un'attenzione che però non le bastò a salvarle la vita. Il 20 novembre scorso avrebbe dovuto svolgersi al Tribunale di Grosseto la prima udienza di questo secondo procedimento giudiziario, ma c’è stato un rinvio al prossimo 31 marzo. La richiesta di risarcimento chiesta dalla famiglia Monaci alla Provincia di Grosseto ammonta a 204 mila euro (72 mila euro per i figli, 20 mila per i nipoti) più le spese funerarie.

L’amministrazione provinciale, guidata oggi dal presidente Bonifazi (all’epoca si era appena insediato Marras), ha incaricato la Compagnia Generali Assicurazioni di seguire - per suo conto - la vicenda, assumendone la gestione tanto in sede stragiudiziale che giudiziale (sia civile che penale) e designando legali e tecnici necessari alla difesa. Il legale di fiducia, per difendere e rappresentare l’ente in giudizio, è l’avvocato Roberto Tartagli del Foro di Firenze. Gli amministratori della Provincia, già all’epoca, quando infuriavano le polemiche, si erano difesi spiegando come lungo la 74 Maremmana era praticamente impossibile illuminare tutti gli incroci con le strade secondarie e che fondamentale restava e resta il rispetto dei limiti di velocità e della segnaletica presente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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