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Lazzeroni: «L’Ici sulle aree fabbricabili deve essere conteggiata»
ARCIDOSSO. Il comune di Arcidosso fa partire centinaia di avvisi per riscuotere l’Ici sulle aree fabbricabili del 2009. Molti cittadini tremano e contestano, la minoranza arcidossina presenta un’inter...
ARCIDOSSO. Il comune di Arcidosso fa partire centinaia di avvisi per riscuotere l’Ici sulle aree fabbricabili del 2009. Molti cittadini tremano e contestano, la minoranza arcidossina presenta un’interrogazione corredata di norme e di osservazioni con cui non si mette in discussione l’opportunità del tributo, ma la mancanza di elementi sostanziali.
L’interrogazione rivolta al sindaco Jacopo Marini, l’ha stesa Corrado Lazzeroni, della minoranza, ex dipendente comunale esperto di tributi, e che afferma che l’atto stilato dalla giunta Marini lo scorso 17 dicembre da cui sono scattati gli avvisi per i contribuenti, è viziato. Ecco il perché, secondo Lazzeroni: «La giunta Marini ha elaborato in fretta e furia una deliberazione relativa all'applicazione dell’Ici sulle aree fabbricabili. Atto urgente, altrimenti l’anno 2009 sarebbe stato irrimediabilmente prescritto. Un provvedimento dovuto, tanto che anche il sottoscritto in un consiglio comunale recente aveva chiesto la determinazione di quei valori. Provvedimento che poteva essere assunto con maggiore attenzione visto quello che avrebbe prodotto».
Lazzeroni ricorda anche che la questione è vecchia, e risale a oltre 10 anni fa: «É una richiesta (l’individuazione e la determinazione dei valori) che avevo già fatto quando ero funzionario del comune _ aggiunge Lazzeroni _ dopo l’approvazione del piano strutturale, tra il 2002 e il 2003. In quel periodo come ufficio avevamo già controllato i contribuenti che spontaneamente avevano presentato istanza Ici ma era necessario conoscere tutti i terreni edificabili e i nomi dei loro proprietari. L’atto della giunta è viziato, perché non contiene tutti gli elementi necessari per arrivare alla determinazione di tali valori e non rispetta del tutto l’articolo 5, comma 5 del Decreto legislatico 504 del 1992». Ma cosa manca, dunque per poter sapere quanto si deve al Comune? «La base imponibile _ spiega Lazzeroni _ è data dal valore venale in comune commercio al 1º gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo, per le aree fabbricabili, della zona territoriale di ubicazione; dell’indice di edificabilità; della destinazione d’uso consentita; degli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione; dei prezzi medi rilevati sul mercato per aree aventi analoghe caratteristiche. E poi _ prosegue _la giunta non ha tenuto conto né della giurisprudenza in materia, né delle varie circolari sulla non applicabilità delle sanzioni e degli interessi, nonché dello statuto del contribuente. L’ufficio tributi pertanto ha operato correttamente applicando il dispositivo della delibera di giunta, il funzionario responsabile non poteva fare altrimenti».
Dunque sono arrivati ai contribuenti decine e decine di avvisi: «Non siamo riusciti a conoscerne l’esatto numero _ prosegue Lazzeroni _ nonostante una nostra richiesta scritta a tutt’oggi inevasa, alcuni con valori esagerati e addirittura il soggetto passivo a volte non conosceva la titolarità del bene ascritto. Chiedo, dunque, a nome della mia lista Insieme per Arcidosso, che la deliberazione 123 del 17 dicembre 2014 venga rivista e corretta, confermando comunque l’efficacia della data per evitare un danno erariale all’Ente. Con questa procedura l’ufficio tributi dovrà rivedere in autotutela gli avvisi, potrà non applicare sanzioni e interessi se non ai soggetti esclusi da tale disposizione». (f.b.)
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