Gioco
Colonia delle suore Il ripristino dell’area infiamma la polemica
Il gruppo “Roccastradini nel mondo” contesta l’ordinanza che impegna denaro pubblico per la sistemazione
ROCCASTRADA. Ormai da 20 anni nel centro del paese, a Roccastrada, c'è un grande complesso immobiliare completamente abbandonato. Apparteneva alle Suore, sono le Colonie. Sono diecimila metri cubi dimenticati dal mondo, lasciati ormai all'assalto della natura, alla predazione, agli spray. La proprietà è dei fratelli Messa di Pesaro, una società da tempo in difficoltà economiche. Da quando è stata avviata la procedura fallimentare dal Tribunale di Grosseto i beni sono stati messi all'asta più di una volta. Il deserto. Nonostante a ogni nuovo bando il prezzo cali del 10% nessun acquirente si è mai fatto vivo.
Il complesso insiste su un ettaro di superficie. In estate i cittadini lamentano il rischio d'incendi, negli altri mesi dell'anno si assiste alla costante intrusione di ignoti, sbandati e vandali. Il curatore fallimentare nominato dal Tribunale di Grosseto, allarga le braccia e spiega di non avere le risorse per effettuare i lavori di messa in sicurezza del bene. Dei proprietari si è perso le tracce.
Di recente, però, un'iniziativa finalmente è stata presa. Il consigliere comunale di minoranza Canzio Papini (vicesindaco alla fine degli anni Novanta) da tempo chiedeva un'ordinanza, un coinvolgimento delle istituzioni, a partire dal Comune di Roccastrada. Così, dopo aver informato della situazione i Vigili del fuoco e l'Asl 9, è stato compiuto un sopralluogo congiunto delle istituzioni e subito dopo, come accade in questi casi, è stato imposto di dare una sistemata all'area.
«Adesso il sindaco - commenta Canzio Papini - potrà emettere l'ordinanza per il ripristino dei luoghi, verso i proprietari della ex Opera Pia Contessa Nella, che avranno 30 giorni di tempo per intervenire. In caso di non ottemperanza sarà lo stesso Comune di Roccastrada a surrogarsi ai proprietari, accollandosi questo compito». Una spesa stimata in circa diecimila euro per murare porte e finestre, tagliare alcune piante e rifare la recinzione.
Ma c'è anche chi non è affatto d'accordo su un'operazione come questa. E di fronte alla prospettiva di spendere soldi pubblici in un'area privata, alza la polemica. «Troppo facile - spiega Mario Amerini (Roccastradini nel Mondo) - togliere le castagne dal fuoco ai proprietari come ha fatto il consigliere Papini, pescando nei soldi pubblici. Secondo noi avrebbe dovuto prima organizzare il volontariato (sono anni che ne parla), ponendosi a capo di un gruppo di volenterosi per non far pesare i costi sulle nostre tasche, oppure rivolgersi ai proprietari, di cui dice di avere amicizia, per un ulteriore sollecito».
Gli RnM nel frattempo hanno preso carta e penna e hanno scritto anche ai diretti interessati, i fratelli Messa. Una breve lettera, in cui si descrive la situazione e si invitano a intervenire per scongiurare le situazioni di pericolo. «I denari che dovrà spendere la pubblica amministrazione - scrivono i Roccastradini nel Mondo - sono risorse preziose, pubbliche, frutto delle nostre tasse; che adesso verranno stornati da altri servizi. Stante la situazione economica attuale sarebbe meglio, a nostro avviso, impiegarle per i bambini delle scuole o per l'assistenza agli anziani. Anche se è in corso una procedura d'asta, infatti, i beni sono ancora vostri e dato che non vivete nell'indigenza vi chiediamo collaborazione. Mettete voi le somme necessarie alla messa in sicurezza degli immobili. Per voi sarebbe un piccolo sacrificio, ma soprattutto assolvereste a una sorta di obbligo morale nei confronti della comunità di Roccastrada. Roccastrada tutta vi ringrazierà».
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