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la polemica

Bufera sulla sala Eden: "Non siamo in crisi, qualcuno ci odia"

Francesca Ferri
Claudio Barbieri della Capital Communication, società che gestisce la sala Eden
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Claudio Barbieri della Capital Communication, società che gestisce la sala Eden

Grosseto, voci di difficoltà con i creditori arrivano al sindaco. Ma la Capital Communication difende il locale: «Pagamenti in regola»

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GROSSETO. "Qui si sta mettendo il carro davanti ai buoi. Perché dicono che l’Eden non paga i suoi fornitori? Perché dicono che siamo in crisi? Noi stiamo rispettando i tempi e i contratti, con il Comune e con i fornitori. Evidentemente c’è qualcuno che odia questa società, ma a queste persone voglio dire: datevi pace. L’Eden Club è aperto, ha molti importanti eventi in programma e sta rispettando gli impegni. Vorrei solo sapere perché si rema contro di noi".

Claudio Barbieri della viareggina Capital Communication non sa se essere più infastidito o più sorpreso. Le voci che da alcune settimane si rincorrono in città e che vogliono la sala Eden in crisi nera e addirittura in difficoltà con i pagamenti, lunedì 26 gennaio si sono improvvisamente fermate sulla carta e hanno preso i contorni di una lettera aperta del consigliere comunale di minoranza Luca Agresti (Fratelli d’Italia) al sindaco Emilio Bonifazi.

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Agresti parla di «oggettive difficoltà» del locale, di "preoccupazione in Comune", di una "mediazione" sempre del Comune per il "recupero crediti" da parte delle ditte impegnate nel rifacimento della sala.

Un quadro, insomma, a tinte fosche per la sala Eden, riaperta nemmeno due mesi fa dopo anni di chiusura e abbandono, grazie a un grosso sforzo economico di circa un milione di euro da parte di Barbieri, che ha restituito alla città un locale completamente rinnovato, tecnologicamente avanzato, in sicurezza. Insomma, un luogo ritrovato, che ha permesso di recuperare l’intera zona del Bastione Garibaldi.

Un servizio reso alla città e anche al Comune, che della sala Eden è proprietario. Se dunque Capital Communication si trovasse in cattive acque, questo il senso dell’intervento di Agresti, anche il Comune ne sentirebbe le conseguenze, a partire da eventuali difficoltà a riscuotere il canone d’affitto (circa 30.000 euro l’anno).

Ma cosa c’è di vero in queste voci? "Niente di niente – dice Barbieri –. Solo fango".

"Per prima cosa – spiega l’imprenditore viareggino – va chiarito che l’Eden Club ha aperto quaranta giorni fa. Non è che pagamenti si saldano l’indomani. Non funziona così. Abbiamo lavorato con tantissime ditte e paghiamo regolarmente, a parte due o tre le cui posizioni sono anomale, perché ci hanno presentato un conto non preventivato. Per il resto c’è un 15 per cento degli importi che si possono pagare entro un anno per verificare la buona esecuzione della messa in opera".

Detto questo, Barbieri sbarazza il campo anche dalle illazioni sul locale: c’è chi lo vuole in crisi, chi lo vede già chiuso, chi parla di personale licenziato, chi di cucina già smontata e portata via. "Non siamo chiusi, anzi abbiamo appena firmato importanti eventi come un concerto con Annalisa Minetti a marzo per una serata di beneficenza per i non vedenti, un altro con l’Avis interregionale per il 22 marzo che ospiterà il concerto di Michael Blanco, e molte scuole anche in questi giorni stanno venendo all’Eden per l’assemblea di istituto. È falso anche che non ci sia gente: la sala è per 990 persone; ovvio che se ce ne sono 400 sembri vuota. È falso anche che la cucina sia stata portata via".

Non del tutto falsa la voce sui licenziamenti. "Abbiamo licenziato solo il cuoco: abbiamo buttato via nove chili di ricotta, chili di salsa di pomodoro, 240 uova. E mi ritrovo con un freezer pieno di pane congelato: uno chef dovrebbe avere idea del costo di cibo e bevande. Le altre persone avevano i contratti in scadenza e non sono stati rinnovati". Non per crisi, ma per una scelta precisa. Le file chilometriche all’ingresso e all’uscita, la sera dell’inaugurazione, non si possono cancellare.

E se la prima impressione è quella che conta, molti clienti l’Eden li ha persi proprio quella sera.

"Lo ammetto: forse abbiamo voluto aprire troppo in fretta, forse avremmo dovuto valutare meglio il personale. Le cassiere erano così lente che hanno “sequestrato” i clienti dentro, le guardarobiere hanno perso dei cappotti. Ora stiamo facendo colloqui per rinnovare tutto lo staff. Stiamo cercando di raddrizzare il tiro di un locale che non è stato capito, che aveva prerogative che in Maremma non si possono capire".

Una cosa è certa: "Queste voci ci danneggiano e per questo i miei avvocati presenteranno querela per diffamazione verso chiunque le metta in giro", conclude Barbieri.

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