Finanza
«Aperto per turisti e studenti»
Pierandrea Vanni disponibile a discutere della situazione
SORANO. «Non c’è bisogno, davvero, di fare la guerra del cancello di Vitozza. Oltre tutto che è stato spostato sono già quattro anni e la reazione del signor Dominici è un po’ tardiva. Se ci sono problemi, comunque,basta sedersi attorno a un tavolo e parlarne».
Il vicesindaco e assessore alla Cultura di Sorano, Pierandrea Vanni, risponde alle domande di Franco Dominici, un ricercatore di Sorano che segnala il “degrado” del parco archeologico di Vitozza, chiede il perché del cancello spostato e sottolinea i danni alla strada che percorre il parco.
Le domande di Dominici le abbiamo girate alle pubbliche istituzioni, e in particolare l’Ufficio dei beni culturali e turismo spiega: «Il cancello fu spostato circa quattro anni or sono perché si trovava troppo a ridosso di certe cantine private. Il fatto che sia aperto, poi, dipende dalla circostanza che spesso e volentieri i turisti che venivano in visita pensavano che il parco fosse chiuso e tornavano indietro. Il cancello attuale è stato posizionato a ridosso della foresteria, proprio da dove partono le visite e dunque il pezzetto di strada utilizzato fra la vecchia e la nuova apertura è un segmento brevissimo, che serve ai pochi mezzi del comune e dell’Unione dei comuni per svolgere i lavori di manutenzione occorrenti alle necessità del parco. I quali mezzi, invero, entrano poche volte, solo per i lavoretti indispensabili».
Questa la risposta ufficiale a cui lo stesso Pierandrea Vanni. «Quindici giorni fa - aggiunge l’assessore - sono venuti a fare dei rilievi nel parco archeologico di Vitozza otto studenti dell’Università di Firenze, accompagnati dalla professoressa Crescenzi dell’ateneo fiorentino. Avevano attrezzature molto pesanti da portare e certamente non le potevano trasportare a spalla».
Fra l’altro anche macchinari delicati presi a noleggio a spese della stessa facoltà di architettura, «perché il Comune – spiega il vicesindaco – non poteva permettersi di accollarsi migliaia di euro che servivano al bisogno. Dunque abbiamo dato agli otto studenti e all’insegnante, il permesso di entrare nel parco con le tre auto a disposizione per portare le attrezzature. Le impronte segnalate dal signor Dominici sono dovute a quell’episodio e non certo al fatto che chiunque può scorrazzare liberamente lì dentro».
In ogni caso, conclude Pierandrea Vanni «non mi sottraggo a critiche costruttive, la nostra stanza in comune è aperta per chiunque abbia rimostranze o proposte da fare. Magari si sbaglia, ma gli errori si correggono, basta sedersi attorno a un tavolo e discuterne». Una risposta che sicuramente rincuorerà il ricercatore soranese che aveva messo sotto la lente d’ingrandimento lo stato di degrado del parco. Un parco che racconta la storia di una parte delle colline del Fiora e che sta molto a cuore a chi abita nella zona.
(f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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