Toscana
Al polo Bianciardi i sopravvissuti di Roccatederighi
Ariel Paggi racconta la sua esperienza confluita in un libro Alberta Nunes narra del padre che si innamorò nel lager
GROSSETO. La vicenda del campo di internamento di Roccatederighi (nella foto la sede dell’ex seminario vescovile) e la testimonianza preziosa di Ariel Paggi al centro dell’evento voluto dal Polo Bianciardi per celebrare la Giornata della Memoria. Appuntamento stamani nell’aula magna della sede principale del Polo Bianciardi in piazza de Maria. Ospite d’onore è Ariel Paggi, autore del libro “Un bambino nella tempesta” in cui racconta come lui, bambino di 8 anni, ha vissuto quei tragici avvenimenti. Allora riuscì a sfuggire all’internamento e, con la famiglia, si rifugiò nelle campagne. A seguire ecco l’intervento della professoressa Alberta Nunes che narra la storia di suo padre Cesare, internato nel campo di Roccatederighi all’età di 19 anni e sfuggito per un soffio alla deportazione nel lager. Una storia tra luci e ombre, tra dramma e tenerezza perché l’internamento a Roccatederighi segnò per Cesare l’inizio di una bellissima storia d’amore. Successivamente gli studenti del Bianciardi illustrano il progetto “Del lupo non ebbi paura” premiato dalla giuria della direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana all’interno del concorso “I giovani ricordano la Shoah” (edizione 2014/2015). A coordinare il progetto la professoressa Laura Ciampini. Il lavoro prende spunto da una vicenda narrata da un sopravvissuto al campo di concentramento di Roccatederighi. Infine gli studenti della 2 A e della 4 A (indirizzo Servizi commerciali amministrativi) dell’istituto presentano “Le due iscrizioni” di Jenny Aloni, un racconto che nella sua essenzialità arriva a far vibrare le corde più profonde dell’anima. La conclusione è affidata alla performance musicale di Emma Vinciarelli, studentessa del liceo musicale del Polo Bianciardi. Info 0564 26010.
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