Il Tirreno

Grosseto

Costa concordia
la difesa

"Ventisei anni? Nemmeno fosse Pacciani!"

Alfredo Faetti
L'avvocato Donato Laino, uno dei difensori di Schettino (foto Giomini/Bf)
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L'avvocato Donato Laino, uno dei difensori di Schettino (foto Giomini/Bf)

L'avvocato Laino: "Siamo sorpresi e il pericolo di fuga non c'è"

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GROSSETO. "L’unico commento a caldo che posso fare è: no comment». Ma in realtà Donato Laino, difensore di Francesco Schettino, ha diverse cose da dire sulla richiesta di 26 anni e 3 mesi presentata dalla Procura di Grosseto. «È quasi l’ergastolo» dice. Poco dopo. «Neanche Pacciani». E non ci sono solo gli anni di carcera da contestare, secondo l’avvocato. «La richiesta d’incarcerazione è la ciliegina sulla torta» continua Laino. «Dopo tre anni di processo, perché dovrebbe fuggire proprio adesso? Una domanda che avrebbe già una risposta, secondo il legale. Tant’è che non appena presentata la richiesta Laino ha chiesto di mettere agli atti la sentenza della Cassazione del 2012, con cui il tribunale rigettava tutti i ricorsi presentati dopo il passaggio da arresti domiciliari a obbligo di dimore, approvata poco dopo il naufragio a Schettino.

«Il rischio di fuga paventato dall’accusa è inesistente – continua Laino – Deve essere concreto e non legato alla personalità, come dice il pubblico ministero».l'avvocato dell’imputato (rimasto nella sua casa di Meta di Sorrento per quest’udienza) non lo nasconde: «siamo sorpresi». E se la prende con la ricostruzione della Procura, sia nel merito che nel metodo. Nel merito, perché «non si tiene conto delle altre figure della vicenda». Insomma, «gli altri che hanno fatto? La Procura, seppur condannandoli, quasi giustifica gli altri ufficiali». E poi Laino si scaglia anche sul metodo, perché «la Procura già parla di una condanna severa, senza neanche attendere l’arringa della difesa. Si stanno arrampicando sugli specchi».

 

 

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