Il Tirreno

Grosseto

ROCCASTRADA

Niente premio di produzione, i lavoratori della Fibran manifestano

Gabriele Baldanzi
Il presidio dei lavoratori della Fibran di Roccastrada
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Il presidio dei lavoratori della Fibran di Roccastrada

Venti di crisi nella produzione del gesso. Dipendenti in stato d'agitazione per il rinnovo del contratto integrativo

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ROCCASTRADA. C’è di nuovo fermento nel bacino bianco di Roccastrada, dove lavorano un centinaio di maestranze tra la società Gessi Roccastrada e la Fibran. Da qualche giorno, infatti, i lavoratori sono in agitazione a seguito della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo. Nella mattina, davanti ai cancelli della Fibran - in sciopero, con fermo totale da mercoledì alle 13 - è stato organizzato un presidio a cui parteciperanno i dipendenti, i sindacati e il primo cittadino Francesco Limatola.
Alla Gessi di Roccastrada, industria leader in Italia nella produzione di gesso e manufatti derivati, dopo un serrato confronto, si è arrivati a un accordo e quindi la protesta si può dire rientrata.

Alla Fibran non ancora. Il problema è rappresentato dal fatto che nel nuovo integrativo la società lega il premio di risultato a eventuali utili di bilancio, con il rischio concreto - guardando gli ultimi esercizi - che esso non venga mai erogato.

Solo quattro anni fa il premio ammontava a 1.600 euro. I venti di crisi, si sa, soffiano più che mai nel comparto delle cave, che si lega all’edilizia. La multinazionale italo-greca Fibran, con sede legale a Genova e stabilimento produttivo in Alta Maremma, dal 2012 si barcamena con la cassa integrazione e attualmente gli esuberi individuati (una diecina) vengono colmati con una rotazione del personale. E per il futuro si impongono ulteriori sacrifici. Il direttore Giovanni Barcaro è sempre stato molto chiaro, anche in un recente colloquio con le rappresentanze sindacali.

La Fibran è una società fondata nel 1974 a Salonicco e produce pannelli in lana di roccia, in polietilene espanso e in polistirene, impiegati per l'isolamento termico, acustico e per la protezione dal fuoco nell'edilizia civile, nell'industria, nella cantieristica navale e in agricoltura. Dal 2009, anno di acquisizione dello stabilimento e della cava di gesso di Roccastrada, ha rafforzato la sua produzione con una gamma di offerte per le cosiddette costruzioni a secco: lastre in gesso rivestito, intonaci, stucchi e accessori. Poi è arrivata la crisi economica..
Anche per questo motivo Fibran si sta da tempo muovendo per modificare la sua produzione.

Nei mesi scorsi la società di Poggio Olivi ha presentato un progetto finalizzato a realizzare un'attività di messa in riserva e recupero dei gessi da desolforazione (Flue gas desulfurization, acronimo Fgd), provenienti dagli impianti di trattamento dei fumi delle centrali termoelettriche. L’Fgd, in base a studi ambientali, dovrebbe essere poi miscelato con il gesso naturale (scavato in loco) e inserito nel ciclo produttivo dell'azienda. In pratica i cosiddetti gessi chimici o sintetici (roba non dissimile dai gessi rossi) verrebbero usati come integratore del gesso naturale, un utilizzo - si legge nelle relazioni allegate al fascicolo presentato in Comune e in Provincia - che sarebbe sempre più diffuso in ambito europeo, favorendo la preservazione delle risorse naturali e diminuendo il fabbisogno energetico che, diversamente, risulterebbe necessario per le operazioni estrattive.

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