Sicurezza
In centinaia sotto al municipio: "Basta promesse, lavoro subito"
Sul promontorio slogan e striscioni di rabbia, manifestanti in piazza protestano per la crisi
GROSSETO."Basta promesse, lavoro subito", è scritto in uno striscione. "Vergogna". "Il lavoro è dignità, tutelatelo". Circa 300 persone sono scese in piazza per chiedere aiuto. L'edilizia è ferma. Migliaia di pratiche edili - protesta la gente - stanno bloccando l'economia, la nautica. Idraulici, muratori, professionisti lamentano di non riuscire a lavorare perché centinaia di pratiche, in Comune, sono paralizzate. E hanno chiesto spiegazioni.
Sul promontorio lunedì 26 gennaio è il giorno della manifestazione. I cittadini di Monte Argentario non si sono fatti spaventare dal freddo e hanno portato in piazza le loro istanze. I problemi del lavoro hanno iniziato a farsi sentire anche in questo angolo di Maremma e dopo "le promesse - dicono loro - non mantenute del sindaco" che ha incontrato i professionisti in diverse occasioni, intorno alle 10 di lunedì 26 gennaio tutti i partecipanti sono partiti per il loro corteo.
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L'atmosfera è stata sostanzialmente tranquilla e pacifica, con punte di rabbia. Una manifestazione libera da schieramenti politici - come hanno precisato loro - ma che ha voluto sensibilizzare l'amministrazione a farsi carico dei problemi. Inizialmente i manifestanti si sono fermati sulla banchina del lungomare, pronti per prendere il via verso il centro del paese. Si è respirata da subito una profonda aria di preoccupazione in tutti i settori, commercio, nautica, edilizia. E' il lavoro il vero problema che sta affliggendo tutti i settori dell'Argentario. Quello che lamentano i manifestanti è la mancanza di sensibilità nei confronti dei disagi dei cittadini. Ma soprattutto di un settore - quello dell'edilizio - che sarebbe pressoché fermo e starebbe paralizzando migliaia di pratiche.
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Alle 10,25 le centinaia di manifestanti hanno iniziato a camminare verso il centro del paese. Il corteo ha proceduto lento. Non ci sono stati slogan urlati, almeno in questa fase: per i manifestanti "parlavano" le frasi scritte sui cartelli e che esprimevano preoccupazione per il futuro non solo dei figli ma anche dei nipoti.
Alle 10,50 la manifestazione è arrivata fin sotto il palazzo comunale. Il sindaco Arturo Cerulli si è affacciato al balcone, anche se è parso non avere intenzione di scendere a parlare con i cittadini.
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Gli animi si sono via via scaldati. "Vergogna", hanno gridato i cittadini. I mezzi che sono passati sotto il Comune hanno suonato i loro clacson. "Vogliamo solo il lavoro" hanno gridato i manifestanti al sindaco.
"Arturo, usa la penna", gli hanno urlato i partecipanti... "Arturo, siamo alla fame"... "Bravi"... "Abbiamo fame, abbiamo i nostri figli da sfamare"
Al centro dei problemi sarebbe l'attività dell'ufficio edilizia del Comune di Monte Argentario, dove moltissime piccole pratiche sarebbero ferme e che bloccherebbero le attività di professionisti, architetti, geometri, idraulici, lavoratori della nautica, commercianti, cittadini in generale. "Piccole pratiche ferme", nella sostanza, ma che stanno causando problemi economici seri ed enormi al territorio. Sotto accusa sarebbe stato un dirigente del settore edilizia. A un certo punto sono volate minacce e parole grosse contro il sindaco Cerulli. "Vengo lì e ti schiaffeggio", gli ha detto un manifestante, che subito è stato richiamato all'ordine dagli altri. Il clima generale - come tutti hanno tenuto a specificare - "dev'essere improntato al massimo pacifismo, per risolvere i problemi concreti del nostro territorio".
La manifestazione è finita intorno alle 12. Una delegazione di 30 persone - cittadini e lavoratori della nautica e dell'edilizia - si ritroveranno il 12 febbraio alle 21 nella sala consiliare del Comune di Monte Argentario per affrontare di nuovo il sindaco e discutere dei tanti problemi emersi nel corso della manifestazione. Il sindaco ha risposto di essere ben consapevole dei problemi e si è detto disponibile a incontrare i cittadini.
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