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«Sentenza ingiusta: faremo ricorso»

«Sentenza ingiusta: faremo ricorso»

Il presidente Periccioli attacca a testa bassa la decisione e lancia un appello alle autorità sanitarie

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SCARLINO. «Una sentenza ingiusta e errata perché i giudici hanno dato più valore alle infondate teorie dei comitati piuttosto che agli studi scientifici dei enti pubblici deputati ai controlli e alle verifiche di legge».

Moreno Periccioli, numero uno di Scarlino Energia, lo dice chiaramente perché la società farà ricorso in Cassazione. Parla di «errori» nella sentenza, su cui i suoi avvocati stanno lavorando per stilare il ricorso. «Nella sentenza – spiega – ci danno la colpa della moria di pesci avvenuta al Puntone nel 2012. Ma il nostro impianto in quel periodo era chiuso da almeno un anno». Non solo: «lo studio epidemiologico redatto dall’Asl e dall’Istituto Superiore della Sanità dimostra che non ci sono casi rilevanti tra Follonica e Scarlino, ma il giudice sostiene che questi documenti siano stati forniti dall’azienda e quindi meno credibili rispetto a quelli del consulente di parte» continua il presidente, che a questo proposito lancia un appello anche alle autorità sanitarie citate. «Chiedo di farsi sentire, di intervenire sulla vicenda, perché quelli sono studi fatti dai loro tecnici». E sempre da questo aspetto che Scarlino Energia sta valutando di presentare una denuncia per procurato allarme.

«Secondo l’Asl e l’Istituto Superiore della Sanità, dal 2003 al 2009 ci sono solo dieci casi da prendere in considerazione, anche se la rilevabilità non è così alta – continua - Il giudice del Consiglio di Stato, al contrario, ha preso per buone solo le percentuali del consulente di parte, che ha parlato addirittura di un aumento di casi di tumore del 117 per cento nello stesso periodo. Questo è procurato allarme. Ed è un reato grave». Infine, c’è anche l’aspetto formale che andrà a comporre il ricorso in Consiglio di Stato. «Il giudice amministrativo deve valutare l’iter, il procedimento degli atti amministrativi e non il loro contenuto. Cos’è il giudice? Uno scienziato?».

Molta carne al fuoco, quindi. Che promette di portare avanti ancora per diverso tempo il romanzo dell’inceneritore. «Oltre a essere previsto da tutte le normative, europee, nazionali e regionali, il nostro impianto – chiosa Periccioli – ha sempre operato nel rispetto della normativa dimostrando di essere utile alla Toscana e a tutto al territorio per la chiusura del ciclo dei rifiuti». (a.f.)

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