Sicurezza
Mille curricula per trenta posti È caccia al contratto Burger King
In piazza Duomo una folla di giovani (e non solo) si presenta per i colloqui con lo staff della catena Da domani è attesa la chiamata che potrebbe dare ossigeno a studenti, disoccupati e precari
GROSSETO. Mille curricula piovuti in appena dodici giorni all’indirizzo mail attivato per il reclutamento e quattrocento giovani in piazza Duomo a contendersi in un pomeriggio di freddo pungente un posto di lavoro per il Burger King che aprirà al massimo entro la metà di marzo.
In città se ne parlava da mesi, da quando la società che in Toscana è franchisee del marchio Burger King, la Arranger Consulting di Firenze, ha annunciato a ottobre la prossima apertura su Grosseto con trenta posti di lavoro in ballo. Tempo determinato, part time, dietro il bancone di un fast food a grigliare hamburger o friggere patatine, ma sempre di lavoro si tratta e la risposta della città, letteralmente affamata di lavoro, è stata quella attesa, non diversamente da quanto successo nei mesi scorsi a Empoli, a Massa e Cozzile, a Livorno e a Terranuova Bracciolini.
Le selezioni pubbliche (in stile provini di un talent o di un reality, con tanto di numeretto da attaccare al giaccone) sono iniziate puntualmente alle 15 come comunicato dalla società ma il grosso dei candidati era in fila da un’ora. Per primi sono stati esaminati quelli che avevano mandato il curriculum e che avevano superato la prima scrematura (fatta in collaborazione con la Confcommercio di Grosseto), poi tutti gli altri che in ordine sparso si sono presentati a tentare la sorte. «È un’opportunità, perché non provarci?» è il leit motiv che ricorre di bocca in bocca. La prima a usare questa parola, opportunità, è Nicole, 21 anni, in tasca un diploma all’Alberghiero, qualche lavoretto all’attivo e una parola che le pesa come un macigno, “disoccupata”. «Sono qui, si prova», dice Nicole allargando le braccia, quasi a voler indicare alternative che non ci sono. Luisa, 27 anni, nel suo curriculum ha ben più del diploma: si è laureata pochi mesi fa e ora sta facendo colloqui a destra e a manca. Ma che c’entra una laureata in Lettere con Burger King? «È un tentativo – dice Luisa - Dopo la laurea ho iniziato a cercare lavoro e questo è un lavoro, perché no?». Altro che generazione “choosy”, per usare l’espressione della ministra del governo Monti, Elsa Fornero.
Riccardo, 21 anni, è il più spigliato anche se attende il suo turno per il colloquio. Gli altri sono tesi o si sottraggono a foto e domande. Lui invece scherza e vorrebbe consegnare perfino a chi scrive una copia del suo curriculum. «Non ho finito l’Alberghiero – ammette - Ho solo la qualifica di terza superiore ma ho lavorato in un pub, ho fatto l’aiuto cuoco e altri lavoretti nel settore, spero che basti». E siccome la società aveva detto «daremo spazio anche a chi è alla prima esperienza» c’è chi con candore ammette: «Ho lavorato come cameriere alle sagre». Molti hanno in mano il curriculum pur avendolo già spedito alla società perché «non si sa mai».
A un gruppo di amici che si presenta in blocco alle selezioni chiediamo: «Tutti a tentare la carta del lavoro al fast food, ma perché?». E loro non esitano due secondi a rovesciare la domanda: «E perché no? Sempre meglio che stare a casa senza far niente». Per nessuno ovviamente è un’aspirazione di vita, per molti è un punto di partenza, un modo per farsi le ossa, per cominciare a emanciparsi dalle famiglie. Per chi già da tempo cerca lavoro senza trovarlo è comunque una speranza. La 28enne Laydi, originaria di Cuba ma da tempo residente a Grosseto, è una delle prime a uscire dai colloqui. Meno di cinque minuti per convincere il proprio selezionatore. «Mi hanno chiesto le mie esperienze precedenti e se ero disponibile a spostarmi – dice Laydi – Finora ho fatto solo lavori stagionali nel settore turistico, spero di essere tra i selezionati ma non saprei dire come è andato il colloquio». In piazza con i candidati c’è anche uno dei soci della Arranger Consulting, formata dalle famiglie Lazzi e Lisi di Firenze. David Lisi parla dei futuri 30 lavoratori come dei “nostri 30 eroi” e appare sincero. «Vogliamo radicarci nel territorio, non colonizzarlo – spiega il manager – Per questo facciamo le selezioni in piazza e cerchiamo ragazzi del posto. Guardiamo alle loro motivazioni, non solo alle loro esperienze. Ci aspettavamo questa risposta anche a Grosseto, in linea con quella che abbiamo avuto a Livorno dove in piazza c’erano almeno cinquecento persone. La crisi c’è e si sente ovunque ma noi continuiamo a investire in Toscana e in due anni e mezzo abbiamo aperto dodici di questi ristoranti». Il primo è stato quello aperto a Firenze dove c’era la storica biglietteria Lazzi di piazza della stazione, il dodicesimo aprirà appunto i battenti in via Aurelia Nord 91-93 a Grosseto. Superato il banco di prova di ieri, che decreterà chi è dentro e chi è fuori, il percorso verso il nuovo Burger King non può comunque ancora dirsi concluso. Un mese fa la Arranger Consulting ha infatti inaugurato la sua scuola di formazione a Firenze. Si chiama Master King. Lì i giovani selezionati verranno formati in vista dell’inaugurazione del locale, con una durata dei corsi variabile a seconda del ruolo ricoperto.
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