Il Tirreno

Grosseto

«Ex Idroscalo, da anni è tutto pronto»

di Ivana Agostini
«Ex Idroscalo, da anni è tutto pronto»

Di Vincenzo polemico sul nuovo incarico: «Il sindaco cerca soluzioni che già ci sono e andrebbero solo messe in pratica»

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ORBETELLO. Riflettori puntati sull’Idroscalo. Dice la sua Rolando Di Vincenzo, ex sindaco di Orbetello.

Di Vicenzo, perché così tante polemiche?

«Si discute ancora di quell’area come fosse un tabù, dimostrando di non sapere di cosa si parla, volendo programmare cose che già ci sono e che andrebbero solo messe in pratica. È già tutto pronto, bastava aver fatto qualcosa ogni anno. Non deve essere condiviso tutto quello che è stato deciso in passato ma ci sarà pure qualcosa di condivisibile nella marea di studi e ipotesi progettuali che sono in Comune. Di certo con quei 50.000 euro dati per lo studio di fattibilità qualcosa si poteva fare».

Quindi secondo lei non sarebbero necessari altri incarichi per decidere cosa fare?

«No, perché basterebbe chiederlo a chi adesso ricopre il ruolo di vicesindaco».

In che senso?

«Con due delibere di giunta comunale nel 1994 il sindaco di Orbetello, Adalberto Minucci affidò all’architetto Marcello Stoppa, attuale vicesindaco, un incarico per un progetto di massima per il recupero dell’ex Idroscalo, per una spesa di 80 milioni delle vecchie lire per un importo stimato in 10 miliardi di lire. Sempre sotto Minucci nel 1995 il consiglio comunale all’unanimità approvò un progetto di massima per l’acquisizione dell’intera area dell’Idroscalo ma non finanziò l’opera. Nel 1996 venne affidato all’architetto Franco Ceschi di Roma il progetto per la ricostruzione dell’aviorimessa progettata a suo tempo da Nervi, l’approvazione risale al 1998. Ancora con Minucci venne affidata a Stoppa la progettazione del Bocciodromo realizzato anni dopo. Nel 1999 fu approvato il progetto per la sistemazione di alcune opere nel parco delle Crociere e dell’ex Idroscalo, opere poi eseguite».

Quando lei divenne sindaco quali incarichi furono conferiti?

«Nel luglio del 2002, quando ero sindaco, fu dato un incarico a Parusia, associazione per lo sviluppo dell’impresa culturale, per 21.000 euro per la valorizzazione delle aree ex aeronautica militare, cioè di tutte le aree di levante e ponente e della parte alta residenziale. Finalmente nel 2003, dopo una lunga trattativa con il Demanio, l’Aeronautica militare e la Soprintendenza fu autorizzata e finanziata l’acquisizione delle aree per 1.136.205,18 euro pagabili nei successivi 10 anni. In tale impegno sottoscritto dal Comune, l’amministrazione avrebbe messo a disposizione del Demanio un numero di alloggi, mi sembra 8, di circa 80 metri quadrati per ciascuno dei quali l’amministrazione avrebbe recepito l’indennizzo dell’equo canone».

La sua amministrazione quanto ha speso per gli studi sull’Idroscalo?

«Nel 2004 e nel 2005 vengono regolati i rapporti tra l’associazione Parusia e la Fondazione Mps di Orbetello  per redigere uno studio di prefattibilità progettuale per la valorizzazione delle aree ex aeronautica militare in Orbetello capoluogo. Il costo, 286.010 euro viene interamente ripartito fra la Fondazione Mps (200.000 euro) e Parusia (86.000) senza alcun altro onere per l’amministrazione. Quindi noi abbiamo speso per gli studi solo 21.000 euro».

Venne anche acquistato un terreno ad Albinia?

«Sì, per rispettare gli accordi dell’acquisizione delle aree dell’Aeronautica il Comune nel 2008 acquistò ad Albinia un terreno privato destinato a residenza per 500.000 mila euro: il terreno che l’attuale amministrazione aveva messo in vendita per 1 milione di euro. Nel terreno acquistato era possibile realizzare 24 alloggi».

Quando fu adottato il regolamento urbanistico?

«Adottato nel 2010 e approvato nel 2011, naturalmente dopo assemblee pubbliche, tavoli tematici etc».

Cosa si può fare nell’area dell’ex Idroscalo?

«È possibile, tramite piano attuativo di iniziativa pubblica, eseguire tutto lo scibile umano. Solo la partenza dei missili della Nasa non è prevista, per il resto si può fare tutto: un chiosco sulla laguna di levante, un plesso scolastico di circa 7.000 metri quadrati, palestre e tutte le cose possibili e immaginabili,  ristrutturare i fabbricati appartenenti alle scuole di vela, al canottaggio, la sala della musica, il museo delle trasvolate, il museo degli idrovolanti, ristrutturare i fabbricati, adeguare alle norme sanitarie, alle barriere architettoniche gli impianti di tennis, ampliare i locali della bocciofila, una struttura per anziani per circa 60 posti letto anche per non autosufficienti, e chi più ne ha più ne metta. Basta leggersi il regolamento urbanistico. E non c’è alcun divieto se non quello di fare le cose per bene. In conclusione? Faccio io una domanda: il sindaco dica cosa ha fatto in questi 4 anni, non solo sulle aree pubbliche dell’ex Aeronautica, nel centro storico, ma anche su quelle pubbliche di Fonteblanda e Talamone. Come mai l'accento sul termine pubbliche? Perché a quanto mi viene riferito, qualche variante di interesse esclusivamente privato sembra sia già stata avviata».

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