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Sulla gestione rifiuti arriva dai partiti il primo mea culpa

SCARLINO. C’è un’espressione che si rincorre tra le varie reazioni della politica alla sentenza: «riflessione sulla gestione dei rifiuti». Ed è la prima volta in questo infinito romanzo...

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SCARLINO. C’è un’espressione che si rincorre tra le varie reazioni della politica alla sentenza: «riflessione sulla gestione dei rifiuti». Ed è la prima volta in questo infinito romanzo amministrativo che c’è viene pronunciata in modo così unanime.

La dicono tutti: centrosinistra, centrodestra e Cinque Stelle; amministratori sconfitti e opposizioni che girano il coltello nella piaga. Ma partiamo proprio da quelle forze che erano in maggioranza, sia in Provincia che nei Comuni di Follonica e Scarlino, che ora rivedono le loro posizioni sull’incenerimento.

Una sorta di mea culpa indetto dal deputato pd Luca Sani, a cui ha fatto eco la segretaria provinciale del Pd Barbara Pinzuti.

Ora è il turno di Sel, che non si nasconde. «Crediamo che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e sarebbe il caso di evitare di raccontare balle ai cittadini provando a scaricare il barile – si legge nella nota –. Lo diciamo perché Sel intende assumersi le proprie in quanto forza politica che, seppur minoritaria e senza incarichi diretti nella gestione della vicenda dell'inceneritore di Scarlino e del tema dei rifiuti, ha governato in questi anni la Provincia di Grosseto e i comuni di Follonica e Scarlino».

Detto questo, i vendoliani insistono perché questa sentenza del Consiglio di Stato possa essere un nuovo inizio. «Si deve scrivere la parola fine all’idea che l’incenerimento sia il mezzo per la chiusura del ciclo dei rifiuti; l’unica reale possibilità di chiudere il ciclo dei rifiuti è il recupero ed il riuso, cioè la trasformazione di materiali di scarto in nuova materia prima utile alle nostre esigenze, unico modo non solo di trattare i rifiuti ma anche per ridare certezza di un lavoro “giusto” a tutte quelle persone che nuovamente sono costrette a vivere, incolpevolmente, momenti di grande difficoltà».

Chi ha vita facile in questi giorni sono le opposizioni di qualsiasi tipo e natura. «È una sentenza che grida vendetta e noi non possiamo fare altro che chiedere il conto a chi ha sbagliato a rilasciare le autorizzazioni» dice il Movimento 5 stelle di Follonica, riferendosi (fa i nomi) all’ex presidente Leonardo Marras, all’ex assessore all’Ambiente Patrizia Siveri e all’ex sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri. «La speranza è che questa vicenda apra a un modo più responsabile di porsi verso certe problematiche da parte di tutti i soggetti in causa: enti, politici, sindacati» concludono i sindacati, parlando di Scarlino Energia, Futura, Sei Toscana.

La sezione Fratelli d’Italia di Follonica chiama in causa prima «quella politica monocolore che per anni ha snobbato chi doveva tutelare e proteggeva lobby politico-economiche» e poi «un impianto obsoleto e rattoppato dedito solo al guadagno e non, eventualmente a chi poteva essere favorevole, alla chiusura del ciclo dei rifiuti tanto sbandierato».

Anche Forza Italia di Scarlino va contro il Pd e il centrosinistra in generale. Senza dimenticarsi di quell’espressione di cui parlavamo. «Sarà necessario impegnarsi sin da subito – si legge nell’intervento – per concretizzare un’adeguata politica ambientale compreso il trattamento dei rifiuti, (a che cosa serve una raccolta differenziata porta a porta fatta a macchia di leopardo se non a gettare un po’ di fumo negli occhi ai cittadini, che tra l’altro hanno visto per questo aumentare solo i loro esborsi in cambio del nulla) e un’adeguata politica atta a creare opportunità di lavoro». (a.f.)

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