Il Tirreno

Grosseto

«Rifiuti: annullare il contratto a Sei»

«Rifiuti: annullare il contratto a Sei»

Il Movimento 5 stelle presenta una mozione per la soppressione dell’Ato: contestato il bando e la modalità di gestione

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GROSSETO. Le Ato in genere non piacciono al Movimento 5 Stelle, ma l'Ato Toscana sud, creata per la gestione del servizio integrato dei rifiuti, piace ancor di meno e non solo se ne chiede, come per le altre, la soppressione, ma si chiede anche che venga annullata la gara per l'affidamento del servizio a Sei Toscana e, di conseguenza, che sia annullato anche il contratto siglato con il gestore.

Una mozione, in tal senso, è già pronta, insieme a interrogazioni parlamentari per il Parlamento italiano e quello Europeo, con cui si chiede di fare luce su un contratto di servizio che impegna il territorio, ormai, per 30 anni (in origine erano 25) per un corrispettivo di circa 100-110 milioni di euro all'anno, oltre 3 miliardi in tutto. Il Movimento 5 Stelle evidenzia, nel testo della mozione, tutta una serie di criticità che legittimerebbero l'annullamento della gara stessa. Innanzitutto si contesta il bando di gara per i criteri previsti, criteri che, secondo gli esponenti del Movimento 5 Stelle, avrebbero scoraggiato altri competitori, lasciando campo libero a Sei Toscana, il raggruppamento dei precedenti gestori, che è stato, poi, l'unico concorrente.

In particolare si contesta la previsione di un obbligo di corrispondere ai precedenti gestori non meno di 10 milioni e 500mila euro di crediti Tia (la vecchia tariffa applicata in alcuni Comuni, ndr) e «Sei Toscana – dice il capogruppo del M5s, Giacomo Gori – è l'unica realtà a poter conoscere a quanto ammontavano davvero i crediti e, soprattutto, è costituita dagli stessi gestori precedenti».

Si contesta, poi, la durata eccessivamente variabile dell'affidamento, dai 15 ai 25 anni e il fatto che si richiedesse, come requisito tecnico, la gestione di almeno un termovalorizzatore.

Dall'altra si contesta il contratto che è stato poi firmato e che sarebbe sostanzialmente difforme da quello messo a base d'asta, al punto che sarebbe circa 50 pagine in più e riporterebbe modifiche tutt'altro che limitate.

A partire dal fatto che al gestore sarebbe riconosciuto, oltre al corrispettivo per il servizio, anche il diritto a percepire altri ricavi che, secondo il Movimento 5 Stelle, potrebbero essere anche quelli derivanti dalla vendita delle materie prime seconde ottenute dalla raccolta differenziata. Il che, se verificato, impedirebbe, naturalmente, di ottenere, da questa fonte, risparmi sul costo di gestione dei rifiuti, e quindi sulla Tari che pagano i cittadini.

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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