Sicurezza
Pescatori uniti per far rispettare le regole
I professionisti del Golfo, dopo la battaglia a suon di denunce, hanno firmato il Piano integrato
FOLLONICA. Nasce il piano di gestione della pesca, Follonica, Scarlino, capitaneria di porto e pescatori professionisti uniti per la tutela del golfo. Non è stato semplice ma, alla fine, enti pubblici e autorità marittime sono riusciti (forse una volta per tutte) a mettere d'accordo chi usa il mare come fonte di guadagno. La convivenza tra i pescatori professionisti della zona era arrivata a un punto di non ritorno, i rapporti andavano avanti ultimamente a suon di esposti e denunce; in più c'è da tenere presente che nel golfo la fauna ittica è sempre più scarsa, per motivi prettamente naturali certo, ma anche per il poco rispetto dell'uomo nei confronti dell'ambiente che lo circonda. Tant'è, qualcosa andava fatto, soprattutto in prospettiva di una tutela maggiore di un bene così importante per le città che vi si affacciano, Follonica in primis: così, prendendo spunto dalla giornata di pulizia delle acque organizzata ad ottobre scorso, alla quale ha preso parte anche l'amministrazione follonichese, l'ufficio circondariale marittimo e l'assessore al mare, Alberto Aloisi hanno iniziato a pianificare un progetto per mettere fine ai contrasti e trovare delle regole che mettessero tutti d'accordo, aggiuntive rispetto a quelle già in vigore a livello nazionale ed europeo. «In quattro mesi – spiega Aloisi – siamo riusciti a passare da una assoluta rissosità ad una proficua collaborazione: 17 dei 18 pescatori professionisti della zona hanno firmato il Piano di gestione della pesca, che non è solo una lista di regole ma vuole essere un incentivo per mettere in moto tutti quei meccanismi virtuosi che qualifichino il nostro mare. Non solo, se il Piano verrà ritenuto valido in Regione potrà entrare nei circuiti dei fondi europei, finanziamenti utili per un nuovo sviluppo delle attività che riguardano il golfo». Un importante e decisivo contributo in questo senso è stato fornito dall'ufficio circondariale marittimo di Follonica, che con il suo comandante Riccardo Federighi ha iniziato un dialogo costante con i pescatori riuscendo alla fine a metterli sulla stessa linea. «La nostra vigilanza non portava ad avere un quadro così negativo come quello che emergeva dai vari esposti fatti dai professionisti – spiega il comandante Federighi – La sensazione era che si cercasse qualcosa che non andava per mettere in difficoltà i concorrenti: l'unico modo per superare questi problemi era unirli in un progetto comune, altrimenti avrebbero continuato a litigare e ad impoverire il mare. Proprio spiegando la prospettiva non positiva che si stava delineando sono stati loro poi a volersi riunire. Ora il Piano passerà in regione e poi al Ministero dell'agricoltura e alla direzione marittima di Livorno». Nel Piano sono state stabilite per esempio la misura che deve avere un polpo per poter essere pescato, le dimensioni delle maglie delle reti, la possibilità in futuro di cambiare le nasse in ferro in altre eco sostenibili, e ancora si è deciso di pescare meno ma in maniera migliore. (p.v.)
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