Il Tirreno

Grosseto

«Paga o ti rovino» Da mesi spopola un filmato ricatto

GROSSETO. Ricatti hard a suon di banconote. «Paga o do a tua moglie il video», «Dammi i soldi o ti rovino». La richiesta base parte da 500 euro, ma si può salire anche parecchio, fino a migliaia di...

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GROSSETO. Ricatti hard a suon di banconote. «Paga o do a tua moglie il video», «Dammi i soldi o ti rovino». La richiesta base parte da 500 euro, ma si può salire anche parecchio, fino a migliaia di euro. Tipo 9-10.000 euro come segnalato mesi fa. Decine di grossetani sono finiti in trappola. E alla fine si rivolgono alla polizia postale per risolvere la grana. Non c’è una fascia di età ben precisa. Sono uomini di tutte le età e di ogni target sociale che sempre più spesso - specie nell’ultimo periodo, proprio in queste settimane - si sono rivolti agli agenti per chiedere aiuto.

La storia è nota, oggetto anche di una conferenza stampa a dicembre negli stessi uffici della postale dove viene alla luce una storia, madre di tante altre storie simili. Un grossetano di 33 anni è caduto nella trappola di una giovane conosciuta in chat. E le paga novemila euro. Nei guai finisce un ragazza di 22 anni di Pescara. La vittima è un dipendente di una ditta. Una persona normale e comune, in apparenza senza particolari “fronzoli” ma caduto nelle maglie di un gioco sessuale che corre nel web.

Tutto molto semplice. Questa come altre storie gemelle, che via via si replicano con formule simili. Due persone si conoscono via internet su una chat privata. Dalle parole si passa ai fatti, si passa alla web cam. Partono i giochi erotici. Il tutto ripreso dalla telecamera fino al ricatto finale. «Pago o do il video a tua moglie».

Succede ancora in queste settimane. I casi, anzi, pare che stiano letteralmente esplodendo con numeri molto alti. Decine di grossetani - 30-40 - si sarebbero già rivolti alla postale per segnalare ricatti a sfondo hot. Con lo stesso copione.

Una ragazza chiede l’amicizia su Facebook a un ragazzo. Lui accetta. I due iniziano a flirtare. Dalle prime scaramucce si passa alle foto. Dalle foto si passa ad altro. Il passo successivo: «andiamo a chattare su Skype?». Su skype la conversazione vira su argomenti sempre più piccanti. Lei si spoglia, lui è sempre più preso. E viene a sua volta invitato a spogliarsi pure lui. Ma c’è l’inghippo.

La donna registra la conversazione, ne fa un filmato e un’arma di ricatto. «Pagami o lo condivido», «dammi soldi o lo mostro a tua moglie». Agli amici, ai colleghi di lavoro. Alla città. Le richieste partono da 500 euro. Diverse decine di grossetani si stanno rivolgendo alla polizia postale. (el. gi)

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