Sicurezza
Laguna, tornano in funzione le pompe
Il sindaco incontra il Comitato scientifico e fa il punto. «In 6 mesi ridotta la presenza delle alghe»
ORBETELLO. «Nei prossimi giorni verranno rimesse in funzione le pompe per alzare il livello delle acque». Lo annuncia il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti dopo l’incontro con il Comitato scientifico della laguna di Orbetello. «Le pompe sarebbero state comunque messe in funzione dato che il livello delle acque in questo periodo si abbassa fisiologicamente anche per permettere la navigazione dei battelli». Una ripartenza autorizzata dal Comitato scientifico visti i livelli dell’acqua attuali. «Fra una settimana – dice il sindaco – i livelli saranno più alti e la situazione dovrebbe migliorare».
La Paffetti sempre ieri mattina ha incontrato la società canottieri per discutere insieme ai diretti interessati i problemi che la società aveva esposto nei giorni scorsi. Per le imbarcazioni degli atleti è diventato difficoltoso se non impossibile solcare le acque della laguna. Il problema sarebbe dovuto alla crescita di un pianta superiore (non un’alga quindi) il cui nome scientifico è Ruppia cyrrohosa le cui radici formano delle vere e proprie praterie negli ambienti lagunari caratterizzati da una salinità importante. «La presenza di questa pianta – spiega il primo cittadino – è però indice di benessere della laguna. Tuttavia, porta con sé il problema di rendere difficile la navigazione». Rimane da vedere, dunque, come poter intervenire in futuro per togliere dalla laguna questa pianta e rendere agevole la navigazione. Un problema, dunque, quello dei canottieri di cui l'amministrazione si è fatta subito carico. «Un discorso diverso – continua il sindaco - è quello legato alla presenza di calcinacci e allo sversamento di olio in laguna: si tratta di reati ambientali che come tali vanno perseguiti». La laguna è comunque sotto stretto e costante monitoraggio e siamo in un momento molto importante perché anche di passaggio dato che essendo la laguna, passata alla gestione ordinaria del Comune, le imbarcazioni, lo stesso Patanellino in capo alla Regione devono tornare al Comune. «Siamo impegnati per evitare l’eutrofizzazione – prosegue la Paffetti - Nella laguna di ponente abbiamo utilizzato una tecnica che, in appena sei mesi, ha ridotto in maniera considerevole la massa delle alghe. Solo monitorando costantemente sarà possibile evitare danni ambientali gravissimi come la proliferazione della massa algale che crea anossia e può portare alla morte di porzioni significative della fauna e della flora». Il Comune - a seguito dei monitoraggi del Comitato scientifico e di Arpat - ha individuato a ponente un’area di circa 400 ettari sulla quale ha applicato due tipologie d’intervento: da un lato la raccolta della massa algale, dall’altro sempre tramite i battelli, la risospensione. Impegnati quattro battelli operanti in un’area di 100 ettari ciascuno con risultati positivi. Per quel che riguarda la parte di levante la situazione è migliore: dal 2010 non sono presenti fenomeni di eutrofizzazione. «Il nostro impegno non si ferma qui – conclude Paffetti – tanto che abbiamo previsto un piano d’interventi di prevenzione per evitare che l’eutrofizzazione si estenda nella parte di levante». (i.a.)
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