Il Tirreno

Grosseto

IL COMMENTO

Buona notizia, pessimo segnale

Emilio Guariglia

Centinaia di ragazzi in fila per un posticino: il futuro non è qui

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Una normale buona notizia, che a guardarla meglio ha il sapore di una straordinaria pessima notizia. Apre un ristorante fast food e assume una trentina di giovani: ottima cosa, ma niente che dovrebbe sbalordire, in una città del ricco Occidente del Terzo millennio.

Sabato 24 gennaio, invece, nella piazza centrale di Grosseto questa notizia normale spinge centinaia di ragazzi a mettersi in fila al freddo per contendersi un posticino part time, a tempo determinato, da sei - settecento euro al mese.

Vista così, è davvero una gran brutta notizia. Ancor più brutta perché questa sì normale. Fra un mese esatto, a fine febbraio, la stessa scena la rivedremo al centro fiere di Braccagni per l’annuale edizione della Borsa del turismo: migliaia di persone col curriculum sotto braccio in attesa del turno di colloquio, per accaparrarsi un contratto stagionale da poche migliaia di euro.

Non è profezia ma certezza, esperienza di quel che accadde nel 2014, nel 2013, nel 2012... Sempre così, da anni, lungo una discesa a precipizio che ormai ci ha abituati a pensare il precariato, il provvisorio, il “meglio di niente” come una soluzione stabile e neppure troppo sconveniente.

Sia chiaro. Di questi tempi nessuno può permettersi di sputare su niente. Benvenuto dunque anche al fast food, ma che nessuno chiuda gli occhi. Quei trecento ragazzi in piazza, sotto il balcone del Palazzo comunale, non sono un segnale di speranza, ma la certificazione di un problema.

Un problema che a Grosseto appare ancora più grave che altrove, guardando al futuro. Mabro, Eurovinil, l’inceneritore in bilico, sono solo i simboli di un mondo che non regge più, l’industria; mentre il dimagrimento forzato delle grandi aziende pubbliche (Provincia, Asl, Comune...) cancella anche il mito dell’aiutino pubblico che prima o poi arriverà.

Eppure, idealmente affacciato al balcone del sindaco, scorgi le magnifiche mura medicee e vedi una piazza bellissima, abitata da tanti meravigliosi ragazzi ancora pieni di sorrisi e di energia. E ti chiedi perché nessuno faccia qualcosa per mettere insieme la bellezza di questa città e la forza della sua gente.

Le immense risorse del territorio Maremma _ paesaggio, ambiente, agricoltura, turismo _ sono un patrimonio addormentato che attende da decenni progetti e braccia per svegliarsi. Il futuro è lì. Ed è lì che bisogna condurre questi giovani.

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