Il Tirreno

Grosseto

Scopre i ladri e li chiude in camera

di Elisabetta Giorgi
Scopre i ladri e li chiude in camera

Estetista rientra mentre smurano la cassaforte, ma riescono a fuggire. Tre case svaligiate in poche ore

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GROSSETO. Quando Sara è tornata a casa e ha sentito i rumori dei ladri che prendevano a picconate la parete di camera per smurare la cassaforte, ha preso la chiave e li ha chiusi nella stanza: a guidarla è stato l’istinto. Loro sono scappati dalla finestra. Nelle ultime ore sono state svaligiate tre case, nel Grossetano: una sulla Castiglionese e due a Rispescia.

Ladri “sequestrati”. Sara Costanzo, estetista grossetana di 31 anni, lavora a Grosseto alla Belle Bleu. Vive in una stradina nei dintorni della ex Coruna ed è terrorizzata dalll’incontro ravvicinato con i malviventi che hanno fatto irruzione a casa sua due sera fa, spaccando la parete e seminando il disastro. Un incontro ravvicinato, per meglio dire, “schivato” grazie alla sua prontezza di riflessi, dato che «quando ho sentito che i malviventi erano nella mia stanza mi è venuto l’istinto di prendere quella chiave...».

«Sono uscita dal lavoro alle 19,30 e tornata a casa verso le 20,05 - dice Sara - ma appena ho aperto la porta ho notato subito che qualcosa non andava. L’ho visto dal comportamento anomalo dei miei tre cani, un cocker, un bassotto e un meticcio che invece di uscir fuori come fanno di solito appena arrivo, si sono diretti da un’altra parte e rintanati, quasi ringhiando». I ladri erano ancora in casa. Da camera si sentiva tutto; i rumori dell’intimità violata correvano in salotto.

Con il cuore in gola Sara ha preso la chiave del bagno e chiuso a chiave quella della camera da letto, blindando i malviventi per farli uscire dalla finestra, come poi è stato.

«Tra l’altro in quel momento non mi rendevo conto di niente e dalla foga ho preso la chiave del gabinetto infilandola nell’altra: non potevo sapere che ci sarebbe entrata, ma così è stato».

Le reazioni successive sono state di spavento, choc. Paralisi. «Sono stata a lungo fuori da quella camera a sentire i rumori e ho telefonato al mio compagno. Mentre ero al telefono ho sentito un botto, un rumore fortissimo: o era caduta la cassaforte o erano caduti loro...». Blindati nella stanza, i ladri hanno finito di lavorare imperterriti lasciando sul letto le devastanti macerie della cassaforte smurata: calcinacci e polvere, la parete sbriciolata. Hanno anche provato a far saltar giù la chiave della porta ma non sono riusciti. «Avevo contracchiavato». Alla fine sono scappati dalla finestra di camer, con la cassaforte, lasciando il piccone sul letto, del quale è rimasta solo la lama e non il manico. Molti i danni: la voragine alla parete, porta e finestra rotte. Sul posto i carabinieri. «La notte - dice Sara - non riesco più a dormire, ho paura dei rumori, sono terrorizzata quando torno dal lavoro. Non so se cambiare casa».

Una macchina anomala. Anche Rispescia torna nel mirino della criminalità. In poche ore sono state prese d'assalto due case. Riccardo Perugini, 30 anni muratore, due sere fa è tornato a casa con sua figlia quando ha scoperto l’amara sorpresa. Abita in via della Costituzione. «Ho trovato la finestra del bagno scardinata, forzata con un cacciavite. Poi, siccome i ladri non sono riusciti a passare di lì, sono entrati dalla porta a finestra sul retro. In casa hanno seminato il caos, aperto i cassetti in cerca d’oro, contanti e preziosi. Hanno rubato un pc portatile. Anche al piano di sopra stessa storia». La denuncia ai carabinieri. Una pista? «Il mio vicino era passato alle 18 davanti a casa e ha notato una macchina scura parcheggiata di fronte. Non c’era nessuno a bordo».

Un biglietto al ladro. In una parallela di via della Costituzione i ladri hanno colpito la settimana scorsa. A farne le spese una coppia di coniugi di 66 e 68 anni. «È la terza volta che i ladri mi entrano a casa - racconta Enrico Pompeano, ex direttore didattico in pensione - Venerdì mattina (16 gennaio, ndr) io e mia moglie eravamo andati a Grosseto e quando siamo tornati abbiamo trovato dentro i ladri. Stavano rovistando, li abbiamo fatti scappare». Per entrare avevano tagliato le reti di recinzione e manomesso l’allarme, tagliando il filo della sirena. Anche qui hanno seminato il caos. Un piccolo episodio curioso. «In un cofanetto di bigiotteria mia moglie aveva lasciato un biglietto per eventuali nuovi ladri che fossero tornati. C’era scritto: tutto rubato il 22 maggio 2002. Un foglio per comunicare a eventuali malviventi: siete già venuti, ormai non ci trovate più niente». I malviventi hanno letto (il biglietto era spostato). E lasciato la bigiotteria.

Resta alta, a Rispescia, la preoccupazione. «Dal ’92 - conclude Pompeano - è stato sempre un susseguirsi di casi, poi ci fu una pausa e ora ci risiamo. Condivido l'idea del comitato: credo che sia il caso di darci solidarietà. E magari ritirare fuori il progetto di videosorveglianza di cui si parlava tempo fa».

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