Il Tirreno

Grosseto

Pronto soccorso ko, sindacati in guerra

di Gabriele Baldanzi
Pronto soccorso ko, sindacati in guerra

Lunedì scorso reparto al collasso: «Colpa di tagli e scelte sbagliate», dice la Cgil. E Nursing Up invia una diffida al nuovo dg

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GROSSETO. Cambiano i suonatori (i vertici dell'Asl), ma la musica (il Misericordia in costante difficoltà) rimane la stessa. Lunedì, di nuovo, il pronto soccorso dell’ospedale cittadino è andato in tilt, con persone sistemate alla meglio in letti di osservazione uno attaccato all’altro, dirottamento di pazienti della medicina nel setting di chirurgia, oppure in ospedale di comunità, con conseguenti proteste e malumori. Un film già visto e raccontato più volte.

Su questo quadro desolante – «una piaga puzzolente», come la definivano i camici grigi qualche mese fa _ ora mette il dito anche la Cgil. «Sono settimane di fuoco all’ospedale Misericordia, dove i cittadini sono costretti a subire disagi e disservizi a causa della mancanza di programmazione, dei tagli al personale e della mortificazione della sanità territoriale, che spinge le persone a rivolgersi al pronto soccorso, ultima istanza accessibile h24». Il problema del picco d'influenza viene quindi considerato poco più di una scusa.

Cgil Funzione pubblica va giù duro. «Denunciamo questo stato delle cose in concomitanza con le iniziative che la Funzione pubblica della Cgil svolge proprio il 23 gennaio in tutta Italia, in difesa dei servizi sanitari. A Grosseto la situazione è particolarmente pesante, perché a fronte della minore capacità del sistema ospedaliero di rispondere ai sempre maggiori bisogni di cura, permane lo stato di grave insufficienza dei servizi sanitari territoriali (servizi ambulatoriali, medicina d’iniziativa, posti letto di cure intermedie). Non solo. Il numero di posti letto ospedalieri va tarato sui reali bisogni dei cittadini, non su parametri basati sul contenimento dei costi».

Anche il sindacato Nursing Up (con una miriade di iscritti tra gli infermieri) è sul piede di guerra. «Il caos ormai regna sovrano al Misericordia, e mentre il pronto soccorso è ai limiti del collasso e i settings non hanno letti disponibili per accettare i pazienti, l’Asl 9 riesce per l’ennesima volta a non prendere una posizione chiara e definitiva e come già fatto in passato, inventandosi la solita Sanità creativa». Il riferimento è alla soluzione trovata per sistemare i pazienti lunedì scorso, il ricorso all’ospedale di comunità appena inaugurato, dove «l’assistenza è di tipo domiciliare infermieristico e non è neppure garantita la presenza di un medico fisso in turno. Insomma prestazioni non adeguate e palesemente al di sotto degli standard minimi».

Nursing Up allega al suo comunicato anche una lettera di diffida, molto tecnica, inviata proprio lunedì al direttore generale facente funzione Daniele Testi, il quale per inciso non avrebbe ancora individuato un referente sanitario per aiutarlo in questi due mesi di reggenza. «Sono anni che evidenziamo all’azienda la carenza di posti letto, avendone 2,4 ogni mille abitanti anziché 3,15 come richiesto dalla Regione; ma l’unico risultato è stato un imprecisato e infruttuoso impegno a monitorare attentamente la situazione e a prendere le opportune contromisure, cosa che non è mai avvenuta o comunque non ha dato alcun esito positivo».

Nursing Up, dunque, chiude con un monito: da questo momento riterrà «la direzione aziendale responsabile di qualsivoglia problema o criticità che coinvolga i lavoratori e l’utenza, tutelandosi nei modi e nelle sedi più opportune». (g.b.)

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