Il Tirreno

Grosseto

I sindacati studiano la cassa integrazione

di Alfredo Faetti
I sindacati studiano la cassa integrazione

Soluzione inevitabile per i sessanta lavoratori legati alla Scarlino Energia. L’azienda intanto è decisa a fare ricorso

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SCARLINO. La riunione di ieri è durata oltre tre ore. L’assemblea di oggi, c’è da scommetterci, non sarà da meno. Alla Scarlino Energia si cerca di fare il punto della situazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha spento l’inceneritore. Si cerca di capire come muoversi, quali passaggi compiere e cosa fare con i dipendenti.

Non solo: si studiano i bilanci alla luce della chiusura, viene fatta una bozza dell’imminente cassa integrazione ed è già stato richiesto alla Provincia il permesso per smaltire il cdr (combustibile derivato dai rifiuti) ancora presente nei silos. È avanzata qualche tonnellata e potrebbe essere molto pericoloso lasciarlo lì a marcire. Ma in attesa di risposte e sviluppi, una cosa è certa: la società non intende sventolare bandiera bianca.

Che l’intenzione fosse questa si è capito subito con la nota diffusa poche ore dopo la sentenza, in cui Scarlino Energia annunciava che avrebbe perseguito ogni strada nei limiti della legge per continuare con la propria attività. Da questo punto fermo nascerà il ricorso in Cassazione contro il provvedimento del Consiglio di Stato. Un passaggio che deve mirare non tanto ai contenuti del dispositivo, quanto a eventuali vizi di forma. E qualche spazio d’azione gli avvocati di Scarlino Energia l’hanno trovata. Ad esempio, la società contesta la decisione del Consiglio di Stato di avvalersi per il suo giudizio più della relazione di un tecnico di parte (quello del Comune di Follonica, Paolo Rabitti) che non dei pareri espressi negli anni dagli organi di controllo, vedi Asl e Arpat. Il ricorso, con ogni probabilità, verrà annunciato domani nel corso di una conferenza stampa convocata a Firenze dai vertici societari.

Gli stessi che ieri pomeriggio hanno portato avanti un lungo faccia a faccia con le Rsu aziendali e le segreterie provinciali dei sindacati. Una discussione durata ore, in cui si è parlato anche delle difficoltà economico-finanziarie di Scarlino Energia, ora accentuate dalla sentenza del Consiglio di Stato, che comunque non intende tirarsi indietro né dalla battaglia né dalla copertura di ammortizzatori sociali. Un argomento quest’ultimo su cui sono già attivi i sindacati stessi, anche per capire che tipo di cassa integrazione mettere in piedi. L’ultima volta, nel 2011, si andò avanti con quella a rotazione: da vedere se si potrà ripetere il copione.

Intanto i sessanta dipendenti, diretti e dell’indotto, sono ancora tutti regolarmente al lavoro, nonostante i forni siano spenti. Sono impegnati in lavori di manutenzione, nel laboratorio e quant’altro. Ma questa è solo una fase passeggera, che forse verrà allungata con un’ordinanza della Provincia, necessaria per smaltire le tonnellate di cdr già stoccate e ancora da smaltire nei silos dell’impianto. È considerato materiale pericoloso se rimane troppo tempo fermo e in quest’ottica l’ordinanza sarebbe legata alla sicurezza pubblica. Gli avanzi permetteranno di guadagnare qualche giorno, ma non di evitare un destino già scritto.

I lavoratori parleranno di questi argomenti anche oggi pomeriggio, quando alle 14 si riuniranno in un’assemblea che si annuncia fiume. «Siamo sollevati almeno dal fatto che la società vuole dare continuità al suo percorso» dicono le Rsu, che oggi insieme alle segreterie provinciali dovranno far fare mente locali ai dipendenti che il loro posto è di nuovo a serio rischio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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