La manifestazione
Bonifica del terreno, Total perde il ricorso
La società contestava a Comune, Arpat e Asl i metodi di campionamento e le analisi. Il Tar le dà torto
GROSSETO. Il Tar della Toscana respinge l’ennesimo ricorso che la Total Erg ha presentato nell’ormai ultradecennale querelle per il terreno inquinato nel suo ex distributore di carburanti in viale Michelangelo a Grosseto, oggi smantellato.
La vicenda nasce dal 2002, quando, dopo una serrata battaglia da parte della famiglia Tarsi – che abitava lì di fronte – fu accertato che l’area era contaminata da idrocarburi, colati dalle cisterne del distributore.
Il progetto di bonifica di Total è stato approvato e, in parte, eseguito ma non ha ottenuto lo scopo auspicato.
Nel 2009 Total fa ricorso al Tar contro il Comune, la Provincia, l’Arpat e l’Asl 9, contestando le metodiche di campionamento e le analisi applicate dagli enti pubblici.
La società malgrado non avesse chiesto, con l’entrata in vigore del Codice dell’ambiente (2006), la rimodulazione degli obiettivi di bonifica, riteneva dovessero applicarsi le metodiche di campionamento previste dalla nuova legge e non quelle previste dalle norme precedenti (il decreto 471/1999), poiché – sosteneva Total – alcuni interventi di bonifica non erano stati originariamente approvati dalla conferenza dei servizi del 2008. Secondo l’azienda, insomma, si trattava di una nuova fase di bonifica per la quale applicare le nuove norme. Sosteneva, di conseguenza, che fossero errati i metodi di campionamento e analisi adottati da Arpat e viziati i suoi atti.
Nei motivi aggiunti, poi, la Total ha impugnato ulteriori atti relativi a successivi sviluppi dell’attività di bonifica in corso, connessi, secondo l’azienda, a un nuovo evento di contaminazione non riconducibile alla sua attività, e quindi non imputabile alla sua responsabilità.
Il Tar, con sentenza numero 104 del 2015, ha respinto il ricorso accogliendo la posizione dell’Arpat e del Comune e ha condannato la Total alle spese di lite.
In particolare, i giudici fiorentini (Saverio Romano, Eleonora Di Santo e Carlo Testori) hanno riconosciuto che non è stato rilevato un significativo peggioramento della situazione tale da evidenziare una nuova contaminazione e quindi hanno respinto il ricorso laddove la Total chiedeva che l’ente indagasse sulla presunta, nuova contaminazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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