La manifestazione
Niente bando per le case popolari
Cambiano le norme regionali: la pubblicazione slitta di qualche mese
GROSSETO. Niente bando per l’assegnazione delle case popolari, il Comune aspetta la Regione. Il tanto atteso appuntamento dedicato a chi vuol provare ad acciuffare un alloggio dell’Edilizia provinciale grossetana slitta di una manciata di mesi. Sì, perché la legge regionale 96/96 è in fase ultima di modifica e indire ora una gara non avrebbe senso. «Invece – assicura l’assessore al sociale, Antonella Goretti – entro la fine di febbraio tutti i cambiamenti regionali dovrebbero arrivare a conclusione e noi potremmo dar vita al bando già a marzo». Il rinvio è dunque una scelta necessaria. Soprattutto se considerato che «i cambiamenti alle norme regionali in corso d’approvazione definitiva – spiega ancora Goretti - sono importanti e vanno a incidere proprio sulla formazione delle graduatorie, sui requisiti per l’assegnazione e sulla valutazione delle domande». Pubblicare un bando sulla base di una norma di fatto superata «avrebbe comportato significativi problemi che avevamo il dovere di evitare». Tanto più, come ricorda l’esponente di giunta, in un momento in cui si ha a che fare con ulteriori variazioni, a partire dal nuovo modello Isee in vigore dal primo gennaio di quest’anno. Non cambiano le graduatorie: vengono aggiornate ogni due anni, l’ultima risale a fine 2012. Oggi, solo nel territorio comunale grossetano, ci sono oltre 900 famiglie in attesa di un’abitazione. Nel solo capoluogo, l’Edilizia provinciale garantisce 1600 case popolari di cui una cinquantina consegnate sul finire dell’anno scorso. Ma cosa andrà a cambiare tra le righe della nuova norma che sarà licenziata dall’esecutivo di Firenze? «Anzitutto – precisa la Goretti - per poter ottenere un alloggio popolare sarà alzato il limite minimo di permanenza (residenza anagrafica o attività lavorativa) in zona, da 3 a 5 anni». La Regione vuol rafforzare requisiti chiave. E tra questi spunta un maggior peso alla dichiarazione d’impossidenza, cioè la completa assenza di diritti di proprietà o di reale godimento di beni sul territorio nazionale e estero. Ma non finisce qui. La nuova 96/96 avrà cura di disabili e anziani: potranno usufruire di agevolazioni nei punteggi dei bandi. Pugno duro, invece, per chi occupa un’abitazione. Su questo l’assessorato guidato dalla Goretti e la giunta fiorentina sono in piena sintonia. «Tanto che saranno escluse dall’accesso ai bandi d’assegnazione promossi dai singoli comuni tutte quelle persone che occupano un alloggio, compresa l’edilizia emergenziale». Forti novità, oltre all’aumento del canone mensile minimo – destinato a passare da 12 euro e 90 a 40 euro – saranno poi accompagnate dall’introduzione del nuovo Isee. «Misure che andranno a favorire un esame reddituale sempre più equo e aderente alla realtà», conclude l’assessore. (m.b.)
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