Attenzione
Massagate, dopo i veleni ora partono le querele
Il sindaco Giuntini: «I documenti pubblicati dalla lista civica erano secretati perché contengono dati sensibili, dipendenti comunali messi alla berlina»
MASSA MARITTIMA. Nessun complotto, nessuna talpa. «Sono abbastanza sicuro che si tratti solo di un errore materiale» dice il sindaco Marcello Giuntini, anche se ancora non si è arrivati a capire come la delibera e il verbale della Procura siano finiti sull’albo pretorio on line del Comune. «Stiamo facendo tutte le verifiche e andremo in fondo» spiega il primo cittadino. Ma intanto il cosiddetto “Massagate” diventa un botta e risposta a suon di segnalazioni e querele.
La prima parte proprio dal municipio, dove il segretario comunale ha già informato le autorità preposte dopo il mancato adempimento alla sua diffida da parte della civica Massa Comune, che ancora non ha tolto quei documenti, che dovevano restare secretati, dal suo sito web. Sull’altra sponda, il consigliere Gabriele Galeotti, più volte nominato da Giuntini nel corso della conferenza stampa, ha annunciato sempre sul sito del movimento di «aver incaricato il legale di valutare i presupposti per proporre querela» nei confronti del sindaco.
Non c’è un clima sereno nella città del Balestro e questa vicenda non ha fatto altro che inasprire i toni. «Sul piano morale, politico e personale, il comportamento di Massa Comune è vergognoso» ha detto il sindaco. «È politicamente immorale attaccare personalmente i dipendenti comunali. Si mettono alla berlina e si lasciano lì». Il riferimento è a quel verbale e al patrocinio legale ai due funzionari nominato in un esposto presentato dalla civica sul caso ex Agraria. Atti che dovevano rimanere secretati, almeno per il momento. «Avevamo deciso per la secretazione perché in quei documenti ci sono dati sensibili – dice Giuntini – Solo per quello. Non abbiamo nulla da nascondere». Invece, «per un mero seppure grave errore degli uffici», come lo chiama il sindaco, i testi sono stati pubblicati sull’albo pretorio on line e li ci sono rimasti per qualche ora, prima di essere tolti. Non molto tempo, ma abbastanza perché la civica se ne accorgesse.
Sicuri che non ci sia qualche talpa in Comune? «Mi sento abbastanza tranquillo – continua Giuntini – Massa Comune ci invia una lettera al giorno, aggiorna sempre il suo sito e guarda spesso dentro la pagina web dell’ente: si vede che hanno tempo da spendere in queste cose». Il sindaco e il suo vice Luana Tommi tornano allora sull’origine di tutta questa vicenda: l’indagine della Procura. «Non si è mossa autonomamente, ma dopo un esposto presentato da Galeotti in cui si facevano nome e cognome di questi funzionari. La Procura poi ha fatto il suo mestiere». Esposti, neanche a dirlo, che riguardano l’infinita questione ex Agraria. Giuntini allora prova a riepilogare «semplicemente i fatti», come dice lui. Parla dei ricorsi presentati al Tar e al Consiglio di Stato, rigettati per difetto di legittimazione attiva, del primo procedimento fatto della Procura che si è chiuso con l’archiviazione e con un esposto presentato alla Corte dei Conti, che a oggi non si è interessata alla faccenda. «La reiterata e fantasiosa tesi della lista civica Massa Comune per cui nella vicenda Agraria ci sarebbero stati illeciti delle amministrazioni perpetrati in collusione con l’allora Pci, poi diventato nel tempo Pd, non ha trovato nessun riscontro – è l’affondo di Giuntini – si è spostato pertanto l’obiettivo, accanendosi su singoli dipendenti, sulla società responsabile dei lavori, che ha finito oggi per trovarsi in difficoltà economiche, sulle famiglie che avevano acquistato un’abitazione in quella zona che si trovano oggi con gravi problematiche da affrontare, si sono scoraggiati eventuali altri investitori privati e quel luogo che doveva essere riqualificato è divenuto uno spazio degradato».
E di fronte a tutto questo, il sindaco chiama in causa gli altri due consiglieri di Massa Comune, Fiorenzo Borelli e Lucia Meucci: «finora non hanno detto nulla su questa vicenda. Questo silenzio fa pensare che condividano la logica con cui il consigliere Galeotti, proprietario ed amministratore del sito di Massa Comune, calpesta la privacy altrui. Il gettar fango sulle singole persone, perché di questo si tratta quando si pubblicano on line verbali riservati, è una modalità intimidatoria che non dovrebbe essere propria di nessuna parte politica».
Alfredo Faetti
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