Lutto
Ieri a favore, oggi contro Il Pd bisticcia con se stesso
Dal segretario provinciale Pinzuti in giù, ora tutti si smarcano dall’impianto Il sindaco di Scarlino chiede lumi. Faenzi (Fdi): «Manifesta incapacità: si dimetta»
GROSSETO. La sentenza del Consiglio di Stato non si commenta. È il politically correct. La chiusura dell’inceneritore di Scarlino invece sì. E se non bastassero le opposizioni di Follonica e Scarlino, che subito si sono scagliate sulle rispettive amministrazioni di centrosinistra, il Partito democratico della zona torna anche a litigare tra sé. Indirettamente magari, ma le posizioni sembrano ben diverse.
La prima a intervenire ieri è stata la follonichese segretaria provinciale del Pd, Barbara Pinzuti. «La mia posizione rispetto all'inceneritore di Scarlino è nota – dice Pinzuti – come segretario ho impresso una riflessione nel partito tesa a marginalizzare il ruolo dell’incenerimento all’interno del ciclo dei rifiuti, rendendolo il più possibile residuale rispetto a finalizzazione e valorizzazione della raccolta».
Poco dopo, su Facebook e legato a un’altra discussione sulla sentenza, è intervenuto anche il segretario del Pd di Follonica, Gesuè Ariganello, dicendo che questa «è una battaglia in cui Follonica è stata sola, noi come Pd follonichese siamo stati soli, come amministrazione siamo stati soli».
Passa ancora qualche ora e arriva la nota anche di Francesco De Luca, presidente del consiglio comunale del Golfo e fino alla scorsa legislatura capogruppo Pd. «L’amministrazione Baldi e il partito di Follonica, hanno coraggiosamente portato avanti una battaglia, nonostante i numerosi inviti più o meno velati a desistere provenienti da gran parte dei nostri rappresentanti provinciali, regionali e nazionali più importanti e blasonati di noi».
Anche Pinzuti faceva parte dell’amministrazione Baldi – quella che ha presentato il ricorso accolto dal Consiglio di Stato – in qualità di assessore, anche se era assente alla riunione di giunta in cui è stato approvato l’atto. Non solo: ai tempi della passata legislatura, i toni del segretario erano diversi. Nel 2012 ad esempio, quando a Grosseto ci si accingeva a costruire l’impianto per i rifiuti delle Strillaie, c’è stata anche una difesa dell’inceneritore di Scarlino Energia.
Ora però sembra che i tempi siano cambiati e questa volta in linea, il Pd (che si compatta anche nelle preoccupazione verso i lavoratori) sembra voler aprire nuovi scenari.
«La sentenza traccia una linea netta – dice Pinzuti – alla politica spetta il compito di guardare avanti, di ripensare la gestione del ciclo dei rifiuti, di sostenere azioni ed iniziative che ne innovino il processo nella nostra provincia e diano risposte concrete in termini occupazionali».
Stessa posizione espressa dall’amministrazione di Scarlino, dove il sindaco Marcello Stella e l’assessore all’Ambiente Luca Niccolini, chiedendo chiarimenti immediati sui rischi per la salute di cui parla la sentenza, non nascondono la loro «preoccupazione per il futuro di un intero territorio dal punto di vista ambientale, della salute e per la perdita dei livelli occupazionali coinvolti».
Ma anche qua spunti per attaccare la maggioranza non mancano. Ci pensa il capogruppo d’opposizione Monica Faenzi (Forza Italia) a rispondere a Stella: «Sono più di quindici anni che governa il comune di Scarlino e sembra non essersi accorto di nulla. Anche fosse in buona fede, e ne dubito, dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
