Toscana
Caccia al tordo, chiusura anticipata. Doppiette infuriate
GROSSETO. Nel Consiglio dei ministri di due giorni fa è stata presa una decisione clamorosa, senza precedenti. La chiusura anticipata (al 20 gennaio, anziché al 31) della caccia al tordo bottaccio,...
GROSSETO. Nel Consiglio dei ministri di due giorni fa è stata presa una decisione clamorosa, senza precedenti. La chiusura anticipata (al 20 gennaio, anziché al 31) della caccia al tordo bottaccio, alla cesena, applicando così - il Governo - il potere sostitutivo straordinario nei confronti delle Regioni che non avevano provveduto ad adeguare i calendari venatori secondo le indicazioni del Ministero dell'Ambiente. In Toscana, e in Maremma in particolare, questa decisione è stata subito fortemente contestata.
Tutto nasce da una richiesta di informazioni da parte della Commissione Europea che il Governo, per evitare procedure di infrazione, ha applicato immediatamente, imponendo la chiusura alle tre specie. Secondo Federcaccia si tratta di «un atto immotivato, non in linea con quanto richiesto dall'Europa e fortemente vessatorio nei confronti di quelle Regioni che non solo avevano rispettato pienamente la legge nazionale e la stessa normativa Europea nel compilare i propri calendari venatori, ma che, alla prima richiesta del Ministro di adeguarsi alle nuove indicazioni avevano prodotto atti e documenti a sostegno scientifico delle proprie posizioni».
«Prima di tutto - spiega Fabrizio Benucci, migratorista, iscritto al Cct - ci tolgono diversi giorni di caccia rispetto a quelli per cui paghiamo. Non è giusto. In provincia di Grosseto sono oltre 7.000 le doppiette interessate al provvedimento. Tutti preoccupati e incazzati. Chiudere al 20 la caccia a tordo e cesena, insieme alla beccaccia, è folle». Sì, perché adesso si apre un problema ben più grave: da aprile fino alla prossima stagione venatoria, infatti, la discussione sui calendari si sposterà sicuramente di fronte ai Tar, con mille incognite a gravare sui cacciatori e la loro passione.
E sulla questione, oltre alla voce dal basso, quella di Benucci, intervengono anche, con una nota, i vertici della neonata confederazione dei cacciatori toscani, che comprede Fidc, Arci e Anuu. «È una vergogna, visto che il Governo, per primo, non rispetta le leggi dello Stato. Noi lo prendiamo come uno schiaffo alla caccia e ai cacciatori, ma più ancora uno schiaffo al buon senso e alle Regioni che hanno sempre rigorosamente rispettata le leggi».
Protesta anche la Regione. L'assessore all'agricoltura e alla caccia Gianni Salvadori ha scritto subito alla presidenza del consiglio dei ministri. La lettera è firmata anche dai colleghi della Regione Umbria Fernanda Cecchini e Friuli Venezia Giulia, Paolo Panontin. I tre assessori fanno presente al Governo che i rispettivi calendari venatori sono stati regolarmente approvati nel rispetto della legge nazionale sulla caccia (la legge 157 del 1992), la quale indica espressamente il termine del 31 gennaio per queste specie.
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