Il dolore
Premio del Miur alla scuola digitale e senza pareti
Con le sue classi 2.0 l’istituto comprensivo amiatino si conferma all’avanguardia in Italia
CASTEL DEL PIANO. L’istituto comprensivo di Castel del Piano Vannini-Lazzeretti scuola di eccellenza per l’utilizzo delle nuove tecnologie che già in alcune classi hanno modificato metodologie didattiche, ambienti, modo di fare e di stare a scuola.
In particolare le seconde e terze della primaria sono classi 2.0, una sigla attribuita alle classi grazie a un progetto presentato al bando Miur scuola digitale dalle maestre Antonella Coppi e Nicoletta Farmeschi, che è stato accolto, premiando la scuola di Castel del Piano, unica scuola della provincia di Grosseto.
Scopo del progetto: modificare gli ambienti di apprendimento attraverso l’integrazione delle tecnologie nella didattica ed è per questo che il progetto è stato intitolato “Open spaces without walls”.
«L’innovazione digitale rappresenta per la scuola l’opportunità di superare il concetto tradizionale di classe, per creare uno spazio di apprendimento aperto sul mondo nel quale costruire il senso di cittadinanza e realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, le tre priorità di Europa 2020», commentano le due maestre, convinte che le nuove tecnologie diventino una enorme potenzialità, che permetterà di comunicare, una volta affinati gli strumenti, anche con alunni di altre scuole europee, producendo così intelligenza collettiva, grazie alla messa in comune delle diverse intelligenze personali. Per le seconde e terze coinvolte dal progetto, molte cose sono già cambiate.
«L’ambiente di apprendimento è fondamentale – spiega una docente – per esempio, abbiamo creato l’angolo morbido dove i bambini possono riposare e riflettere, o usiamo di base la lim interattiva, abbiamo messo in pratica l’idea di “classe capovolta”, dove i ruoli sono cambiati e dove sono gli stessi alunni che spiegano e apprendono. Si creano piccoli video, la radio e la tv dei bambini, il giornalino on line. Abbiamo disposto in classe piante vere da accudire, pesci da nutrire, e fondamentale sarà l’uso di tablet (stanno per arrivare) con cui i bambini potranno comunicare anche fra loro, scambiarsi messaggi grazie a una rete interna alla scuola, condividere le esperienze».
Una scuola viva e rinnovata con modelli formativi arricchiti e trasformati, all’avanguardia, pilota per altre esperienze simili per ora rare in Toscana.
Anche l’amministrazione comunale ci ha messo del suo: ha comprato banchi componibili, eliminato una parete divisoria per creare un’unica classe da due che erano. E i genitori sono stati disponibili a partecipare ai processi educativi e a diventare alunni dei loro figli.
La dirigente Patrizia Matini è soddisfatta: «Era una scuola già pronta per questo – commenta – Grande passione delle insegnanti, disponibilità dei genitori e aiuto del Comune che ringrazio. I 10.000 euro li impieghiamo per acquistare strumenti ulteriori di lavoro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
