Il Tirreno

Grosseto

Il caso Liberama in consiglio

di Fiora Bonelli

Degrado o modello sociale alternativo? La minoranza di Arcidosso interroga il sindaco sui permessi

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ARCIDOSSO. Ma quell’abitazione di Arcidosso, usata dai ragazzi della associazione onlus Liberama è agibile? Si può controllare la possibilità o meno di svolgere certe attività come ad esempio l’accoglienza di persone nell’appartamento? E a che le si ospita? Sono registrate? È vero o no che non c’è né acqua né luce?

La minoranza di Arcidosso, con una lunghissima interrogazione a firma del consigliere Guendalina Amati, presenta sul tavolo del sindaco Jacopo Marini una sfilza di questioni chenno fa seguito ad una vicenda ormai annosa e riferita di recente sul Tirreno, dove le due parti in causa hanno preso la parola.

Da un lato ci sono cittadini che lamentano degrado, movimenti incontrollati, ma soprattutto assenza di regole del vivere civile da parte di alcuni membri dell’associazione che gestisce anche il punto Libereria in piazza Cavallotti, sotto la torre arcidossina.

Una situazione insostenibile secondo i cittadini, a cui gli associati controbattono, sminuendo e negando la portata delle osservazioni nei loro confronti. «Abbiamo un progetto che stiamo costruendo, di uno spessore che va al di là di qualche panno a cielo aperto», ha detto tre giorni fa al Tirreno Lorenzo, vicepresidente dell’associazione, che vuole realizzare un modello sociale alternativo, dove la condivisione, il baratto, la solidarietà sono i paletti fondamentali.

Il sindaco Marini ha fatto sapere che a breve ci sarà un nuovo regolamento comunale, anche sanzionatorio, ma la minoranza non aspetta, chiede lumi e parla di «un’occupazione del suolo pubblico della piazza Cavallotti con vestiti, tappeti, vettovaglie, in più di un’occasione; persone che dormivano all’aperto soprattutto nel periodo estivo». Addirittura, durante lo svolgimento dello “Zecchino d’oro” al Teatro degli Unanimi, i membri della Libereria «hanno pensato bene di attrezzare piazza Cavallotti come un salone di barbiere all’aperto – incalza la minoranza – con annesso taglio capelli sul lastricato».

Ma l’opposizione va oltre e entra anche in una parte più delicata, cioè «l’attività svolta all’interno dell’appartamento in piazza Cavallotti 8 da parte dell’associazione culturale. Ma all’interno del suddetto appartamento è stato creato una sorta di ostello, che accoglie tutti coloro che hanno bisogno o che condividono le idee della associazione; sarebbe dunque opportuno sapere la metratura dell’abitazione, le camere e i bagni a disposizione, e vedere in base alle disposizione igienico sanitarie, quanti possano essere gli occupanti dell’abitazione.

Infine – prosegue la minoranza – da segnalazioni avute, risulta che gli occupanti dell’appartamento si approvvigionino di acqua dalla fontanella presente nella piazza, per gli usi quotidiani e igienici, avendo staccato il contatore.

Da qui una serie di domande al sindaco, compresa quella che riguarda la stesura del regolamento: «Vi potranno partecipare i consiglieri di minoranza?». Amati e i suoi vogliono sapere anche se il sindaco intenda compiere accertamenti e controlli.

L’interrogazione sarà presentata al prossimo consiglio comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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