Il Tirreno

Grosseto

Va al cinema e trova la casa svaligiata

di Elisabetta Giorgi

Ingegnere racconta: «È la quinta volta che i ladri entrano in casa mia. In passato li misi in fuga»

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GROSSETO. Passa una tranquilla domenica al cinema con la famiglia. E al rientro trova la casa messa a soqquadro dai ladri. L’ennesimo furto a Grosseto è stato messo a segno in via Sonnino; vittima un ingegnere che si era assentato appena un’ora e mezzo, Riccardo Vannozzi. «Ci hanno sicuramente seguiti e tenuti d’occhio», racconta sconsolato mostrando una foto dei cassetti rovesciati. Mobili svuotati, indumenti tirati fuori e seminati ovunque. I gioielli sono spariti.

«È la quinta volta che mi entrano i ladri in casa in 6 anni - dice lui - Quattro volte non è andata a segno, due sì: una è stata nel 2014 e una ora».

Due giorni fa, domenica, la famiglia era andata al cinema. «Il film è iniziato alle 16,30 e finito alle 18». In quel lasso di tempo si è consumato il tutto. «I ladri devono averci seguiti. Quando siamo tornati abbiamo notato la porta di casa aperta. Ho detto ai miei familiari di andarsene, e io da solo ho fatto il giro delle stanze, temevo che ci fosse ancora qualcuno dentro». I malviventi sono entrati dalla porta posteriore, lato ferrovia. Hanno forzato la porta senza fare particolari danni ma tagliando un gancio. Una volta aperta la porta, sono entrati e hanno cercato soldi e gioielli, lasciando televisioni e pc. «Hanno puntato a cose facili, subito smerciabili. Alla fine hanno preso i gioielli. Hanno seminato disordine, sparpagliato vestiti e biancheria fuori dai cassetti, buttato giù i libri dalla libreria, frugato in ogni angolo della cucina, tirato fuori la roba dai mobili, aperto lo sportellino con le tubazioni dell’acqua e tolto gli specchi in cerca della cassaforte». Appena il giorno prima si era tenuto l’incontro tra i derubati al bastione Garibaldi . «Infatti la mattina - racconta il professionista - avevo letto il giornale e scoperto quanta rabbia dilaga in città. Mai avrei immaginato che lo stesso pomeriggio sarebbe toccato anche a me». In 6 anni, l’ingegnere ha subito 5 assalti dai ladri, di cui uno andato in porto nel 2014. Un altro ora. Gli altri sono falliti per motivi vari. «Una volta perché mi sono trovato il ladro affacciato alla finestra, ho dato un colpo alla tapparella e lui è scappato. Un’altra volta perché avevo un cane agguerrito che li ha rincorsi». Un altro colpo è andato a segno mesi fa. «Idem ai miei vicini, hanno avuto la casa devastata tre anni fa». Ma quasi tutte le case di via Sonnino, ormai, sono state visitate.

Il dato più importante - dice Vannozzi - «è non tanto il dato economico quanto quello morale, di privazione della serenità. La libertà negata, esci di casa e non sai più come la trovi. Da una parte le forze dell’ordine non riescono a presidiare tutto il territorio, dall’altra la stessa amministrazione non riesce a essere presente più di tanto, non è il suo ruolo. L’unica soluzione è quella di muoversi tutti insieme e riuscire ad affrontare il problema serenamente, consapevoli che siamo tutti noi siamo con gli stessi problemi». Per ultimo una proposta. «Sarebbe utile una mappatura delle zone deboli; sapere quali sono quelle in cui avvengono più furti, le più colpite. E conoscerci meglio tra noi. Serve comunicazione, stare uniti».

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