Il Tirreno

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i conti delle famiglie

Nuova Isee, agevolazioni a rischio per diecimila famiglie

Francesca Gori
Nuova Isee, agevolazioni a rischio per diecimila famiglie

Da gennaio sono entrati in vigore nuovi e più stringenti parametri. A Grosseto migliaia di persone rischiano di perdere gli “sconti” su ticket, bollette e asili

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GROSSETO. Arriva il nuovo Isee e 10mila famiglie grossetane sono in attesa di capire se perderanno (o meno) le agevolazioni di cui hanno usufruito fino ad oggi. Con il 2015 cambia pelle il famigerato indicatore della situazione economica equivalente che serve per avere accesso a esenzioni e agevolazioni di vario tipo: dalle rette degli asili nido alle tasse universitarie, dal ticket sanitario al nuovo bonus bebè, all’assistenza degli anziani.

Dopo 17 anni e per effetto di un decreto risalente alla fine del 2013, l’Isee va in pensione: al suo posto, entra in vigore la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) che prevede parametri più restrittivi e quindi meno “convenienti”. Insomma, si rischia un piccolo terremoto per i cittadini e la rete dei centri fiscali abilitati. Tanto più che ad oggi non è stata fatta chiarezza sui tempi per rinnovare il prezioso certificato: all’inizio sembrava che dal 15 gennaio in poi tutti dovessero sostituire la vecchia attestazione. Ma in realtà, una scadenza vera e propria per il momento non c’è visto, che manca ancora la convenzione con l’Inps che autorizza i patronati a fare i nuovi certificati. Questo almeno per quanto riguarda le agevolazioni previste dai Comuni. Diverso il discorso per i ticket sanitari: la Regione ha concesso un regime transitorio fino al 31 marzo ma dal 1° aprile servirà il nuovo Isee per non pagare il massimo della tariffa su analisi o prestazioni diagnostiche.

Quello che succederà in Maremma però, ancora non è chiaro. Il sito dell’Inps non permette ad oggi di effettuare il nuovo calcolo e il Coeso, per ora, può soltanto tentare di fare delle proiezioni sulla base di quelle che sono state le richieste e i parametri dello scorso anno.

Il rilascio dell'attestazione Isee infatti non è più immediato come prima: il cittadino dovrà rivolgersi al Caaf, aspettare 10 giorni lavorativi, poi ritornare al Caaf per ritirare l’attestato. In quel lasso di tempo l’Inps farà i controlli sulle informazioni comunicate dal cittadino, incrociando le proprie banche dati con quelle dell’Agenzia dell’entrate.

«Le informazioni fornite dall’Inps al momento sono molto lacunose – dice Fabrizio Boldrini, presidente del Coeso – Non è cosa da poco visto che nel nuovo Isee trovano posto, oltre ai redditi assoggettati ad imposta e quindi inseriti nella dichiarazione o nel Cud, anche tutti i redditi esenti dall’Irpef (ad esempio le pensioni di invalidità) la cui certificazione al momento rimane misteriosa».

I calcoli, quindi, andranno rifatti tutti. E a occhio, il Comune potrebbe perdere circa 900mila euro, soldi che fino ad oggi facevano parte di quel pacchetto che serviva per aiutare le famiglie. «Si rischia il paradosso - aggiunge Boldrini - perché se seguiamo la normativa così com’è ad esempio non esiste più la compartecipazione del cittadino per il pagamento delle case di riposo. Questo significherebbe ad esempio che i Comuni dovrebbero intervenire spendendo soldi magari per pagare la retta al padre di un notaio o di un imprenditore che non ha problemi economici».

Il nuovo Isee sarebbe quindi nato per scovare i “finti poveri”, proprio grazie alla comparazione di quello che viene dichiarato dal cittadino con quello che è presente nelle banche dati del fisco e dell’Inps. Ma per capire cosa succederà anche in Maremma, c’è bisogno di qualche altra settimana.

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