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Controlli e collaborazione dopo le risse sull’Amiata

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CASTEL DEL PIANO. «Castel del Piano non è il Far West. Bisogna ridimensionare la portata della rissa che è successa una settimana fa in un bar del paese, che va contestualizzata e non è affatto la...

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CASTEL DEL PIANO. «Castel del Piano non è il Far West. Bisogna ridimensionare la portata della rissa che è successa una settimana fa in un bar del paese, che va contestualizzata e non è affatto la punta dell’iceberg che segnala uno stato di guerra fra etnie diverse». Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci dà un’interpretazione di un fatto che sta facendo discutere tutta la comunità e anche quella della vicina Arcidosso, accaduto pochi giorni or sono e che ha visto uno scontro violento fra un gruppetto di italiani e di albanesi, con conseguenze gravi per due italiani. Tanto è bastato perché, nel paese di Castel del Piano, cominciassero a serpeggiare commenti e considerazioni rispetto ad un problema di legalità e di integrazione: «Integrazione non vuol dire far entrare e soggiornare tutti senza distinzioni. Bisogna aiutare chi se lo merita e non tutti indistintamente».

Questo si dice fra la gente, a Castel del Piano, mentre ad Arcidosso è spuntato addirittura un gruppo spontaneo di persone nato per collaborare con le istituzioni. Alcuni del gruppo si sono ritrovati ad Arcidosso un paio di giorni fa. L’incontro è nato dalle discussioni avviate su Facebook in un gruppo chiuso i cui aderenti hanno aperto un dibattito sugli argomenti di sicurezza e legalità: «Gli ultimi fatti di Castel del Piano - osserva un membro del gruppo - hanno scosso l’ambiente. Ma non è solo una rissa che ci ha sollecitato a muoverci. La gente non si sente completamente al sicuro, perché c’è un’escalation di fatti (furti, litigi) che hanno colpito la comunità. Noi siamo un gruppo pacifico, e vogliamo collaborare con le autorità competenti. Niente ronde, per carità. Non prendiamo iniziative, ma ci mettiamo a disposizione delle istituzioni». E se Arcidosso ha visto la nascita di questo gruppo, a Castel del Piano è l’autorità pubblica che ha preso l’iniziativa: minoranza e maggioranza, infatti, si incontreranno il prossimo giovedì per analizzare la situazione. Ma entrambe le compagini sono d’accordo sul fatto che non sia proprio il caso di fomentare inutili sentimenti di rancore fra etnie diverse e alla affermazione di chi dice «chi delinque va fermato subito», il sindaco Franci e il capogruppo di minoranza Sandro Ginanneschi rispondono: «Il disagio che vivono le comunità amiatine è esattamente identico a quello di tutte le altre, come dimostrano le recenti iniziative del comitato grossetano contro i furti. Qui c’è crisi delle famiglie, crisi economica, a volte povertà vera. Non è questione di etnie. Il disagio non nasce dalla diversa origine dei gruppi. Ma una cosa è certa: occorre rispetto dei diritti di tutti e condivisione delle regole collettive da parte di tutti».

«Si deve affrontare una fase difficile-commenta il sindaco Franci-e per uscirne con la testa alta occorre che tutti ci impegniamo ad abbassare le tensioni. Ce la faremo con la collaborazione di tutti, italiani, albanesi, turchi, romeni, che sono le principali etnie presenti».

Fiora Bonelli

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