Il Tirreno

Grosseto

geotermia sull’amiata

«Un rinvio in chiave elettorale»

«Un rinvio in chiave elettorale»

Barocci contesta la Regione: nuova assemblea il 25 gennaio

2 MINUTI DI LETTURA





SEMPRONIANO. «Il presidente della regione Toscana Enrico Rossi e la sua giunta, hanno solo rinviato di sei mesi, a dopo le elezioni regionali, il compimento delle previsioni di incremento di potenza geotermoelettrica: altri 150 MW, altre 4 centrali come quella disastrosa di Bagnore 4, appena avviata». Così Roberto Barocci, del Forum ambientalista di Grosseto, rimandando alla recente disposizione della giunta regionale che blocca per sei mesi, i permessi di ricerca geotermica, riservandosi, poi, di stabilire il numero sostenibile dei pozzi e la loro localizzazione, interpreta le mosse del governo della regione Toscana. Obiettivo della Regione è, infatti, assicurare l'installazione di 150 MW di potenza geotermoelettrica aggiuntiva a quella esistente, per raggiungere l’obiettivo del burden sharing regionale, con la realizzazione di centrali geotermoelettriche per complessivi 150 MW entro l’anno 2020. Ma perché uno stand by di sei mesi? Perché come osserva la regione, la liberalizzazione dell’attività geotermoelettrica ha determinato un aumento delle richieste dei permessi di ricerca e di conseguenza un eccessivo numero di pozzi esplorativi da realizzare e rischi per la sostenibilità ambientale e socioeconomica dei territori interessati. Siccome il numero dei permessi di ricerca richiesti appare potenzialmente superiore a quello necessario per il perseguimento dell’obiettivo del burden sharing, si rende necessario uno studio per commisurare il numero e la localizzazione dei pozzi esplorativi, assicurando al contempo un equilibrato sviluppo del territorio. Ma se questa è la motivazione espressa dalla regione, Barocci , dal canto suo, osserva che la sospensiva di sei mesi coincide proprio con il periodo preelettorale e chiarisce che i cittadini hanno capito. E infatti, il 25 gennaio, a Semproniano, alle 16, nella sala parrocchiale sarà proiettato il documentario “Un monte d’acqua”, un filmato che sta facendo il giro dei vari paesi amiatini per spiegare i danni dello sfruttamento geotermico: «Tra Semproniano, Magliano, Scansano, Manciano, si stanno attivando i cittadini - commenta Barocci - per rispondere a Rossi in maniera adeguata e per la costituzione di un nuovo Comitato di cittadini contro la geotermia». (f.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web