Il Tirreno

Grosseto

Si reclutano volontari per cercare Proia

I figli dell’anziano scomparso e il comitato che li sostiene vogliono organizzare nuove battute

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. «Anno nuovo, vita nuova» si legge sul profilo del gruppo facebook. «Si provano tutte, più passa il tempo e più devi combattere contro il tempo ma non ci arrendiamo andiamo avanti sempre e per sempre». Lo scrive Anna Rita Proia, la figlia di Antonino, il carabiniere in congedo sparito nella macchia follonichese all’inizio del novembre 2013.

Le battute di ricerche a caccia di un indizio ormai non si contano più e purtroppo nessuna di queste ha dato qualche esito. Ma né la famiglia né la costellazione di associazioni di volontariato che hanno sposato la causa dei familiari di Proia intendono darsi per vinte. Così già agli albori di questo 2015 si cerca di organizzare una nuova spedizione nelle campagne e nei boschi nascosti dietro l’ex canile Enpa, la zona in cui l’anziano è sparito misteriosamente nel nulla. Solo che servono persone pronte a dare una mano e a partecipare alle ricerche. Così è iniziato, da parte dei figli dello scomparso e del comitato nato allo scopo, il reclutamento di volontari. «Chi di voi abbia voglia può unirsi al comitato pro Antonio Proia per le prossime ricerche» si legge nei volantini sparsi un po’ ovunque, con tanto di riferimenti che sono facilmente trovabili anche su internet.

L’ultimo tentativo è stato fatto il 20 dicembre scorso, quando molta gente ha risposto presente all’appello. La Croce Rossa, la Vab e privati cittadini: tutti in marcia a battere la macchia sotto la regia dei vigili del fuoco, incaricati di coordinare le ricerche. È stato l’ennesimo tentativo e purtroppo, esattamente come i precedenti, non ha dato frutti, infittendo un mistero a cui ancora non si è in grado di dare una risposta.

Il militare in congedo infatti quel giorno era tra i boschi, di cui era esperto, in cerca di funghi insieme alla sua famiglia. Ad un tratto si separa dal gruppo e da allora nessuno riesce a trovarlo. Un bell’enigma, perché il punto in cui scompare è circondato da strade vicinali, che delimitano quella zona di macchia in appena diciotto ettari, ma anche perché i suoi problemi di salute gli impedivano di fare grandi spostamenti. Come può essersi allontanato più di molto allora? Come può essere scomparso nel nulla? Quesiti che restano tutt’oggi non risolti ma che hanno risvegliato in molte persone la voglia di dare una mano alla famiglia. Che ancora adesso non intende darla vinta a un destino tanto beffardo.

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web