Sicurezza
Musica dal vivo nei locali adesso l’iter è più semplice
Approvata la mozione che taglia i permessi per eventi sotto i 200 spettatori Ok anche al documento che chiede di ricalibrare i limiti del rumore nel centro
GROSSETO. Il Comune di Grosseto taglia la burocrazia per l'organizzazione di piccoli eventi musicali, e si impegna a chiedere un innalzamento dei limiti alle emissioni rumorose da parte dei locali che fanno intrattenimento musicale, sia dal vivo che non.
La prima mozione, presentata da Veronica Tancredi e condivisa da tutto il gruppo del Pd, consentirà una sburocratizzazione delle organizzazioni di concerti di piccole dimensioni. A Grosseto, seconda città in Italia dopo Firenze, sarà possibile organizzare un concerto con una semplice certificazione, una volta che l'amministrazione comunale avrà adeguato i propri regolamenti in base agli impegni assunti ieri.
La mozione nasce sulla scia del Live Music Act, la legge inglese che ha eliminato le licenze e i permessi per i locali che organizzino concerti per un pubblico inferiore alle 200 persone. Nel giugno del 2013, l'ex assessore del Comune di Milano Stefano Boeri aveva lanciato una petizione all'allora ministro Bray perché la stessa semplificazione divenisse norma anche in Italia, e così un emendamento in tal senso è stato inserito nella cosiddetta “legge Bray”: per eventi fino a un massimo di 200 partecipanti e che non vadano oltre la mezzanotte non serve più una licenza, ma basta una segnalazione certificata di inizio attività. Il Comune di Firenze – ha ricordato Tancredi – è stato il primo in Italia a recepire questa norma che favorisce la musica dal vivo.
«Anche a Grosseto – ha detto Veronica Tancredi – è possibile fare musica, in città, in centro, anche senza provocare un impatto acustico eccessivo, come ha dimostrato l'iniziativa Silenzia». Ma ci sono anche iniziative musicali necessariamente più impattanti, ed è a queste che guarda, invece, l'altra mozione, approvata, però, a maggioranza. È la mozione che era stata presentata dal consigliere Pd Stefania Laurenti in seguito alla raccolta di firme promossa dal Caffè Ricasoli, multato per aver superato i limiti delle emissioni rumorose all'interno del locale. La petizione aveva raccolto circa 2.500 firme e anche il sindaco Emilio Bonifazi aveva firmato, sottolineando che i limiti sarebbero davvero troppo ristretti. Il locale, poi, ha risolto il suo problema con un intervento di risanamento acustico, ma l'obiettivo della mozione resta, comunque, quello di una modifica delle normative per innalzare, in determinati casi, le soglie limite. In tal senso l'impegno a chiedere l'intervento della Regione e del Parlamento.
L'opposizione di centrodestra non ha votato, mentre si è astenuto il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori, che non ha condiviso l'impostazione della mozione. Gori ha ricordato che i limiti alle emissioni rumorose sono posti da una legge che tutela la salute, e la legge «è ben fatta», ha detto. Semmai si tratta di favorire la riqualificazione acustica dei locali e in tal senso il Movimento 5 Stelle sta preparando un atto da portare in consiglio.
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