Il Tirreno

Grosseto

Messo in fuga dall’allarme si nasconde in un cespuglio

di Pierluigi Sposato
Messo in fuga dall’allarme si nasconde in un cespuglio

Arrestato dalla polizia un romeno di 40 anni, era sotto l’argine dell’Ombrone Contro il proprietario che lo inseguiva aveva gettato una bici rubata poco prima

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Era nascosto in un campo, sdraiato a terra nell'estremo tentativo di non essere visto, all'interno di un cespuglio, al bordo di un fossato sotto l'argine dell'Ombrone. Era da poco passata la mezzanotte e mezza della notte tra giovedì e venerdì. «Avevo fatto qualcosa di male», ha provato a giustificarsi con gli agenti. Poi si era corretto, come avendo capito che si era dato metaforicamente la zappa sui piedi: «Avevo paura». Ma non ci sono dubbi che sia stato Catalin Merla, 40 anni compiuti da poco, romeno senza fissa dimora, l'uomo che aveva cercato di entrare in un giardino in località Crespi, a sud del capoluogo, e che quando era stato scoperto grazie all'allarme era fuggito in sella a una bici, scagliata poi verso il proprietario che lo stava inseguendo: quando la Volante lo ha scovato aveva indosso il cappellino non solo descritto dalla persona che aveva appena sventato il colpo ma anche immortalato dalla telecamera del servizio di videosorveglianza.

Rapina impropria tentata, resistenza a pubblico ufficiale («pezzi di m…, vi spaccio la faccia, datemi la pistola che vi ammazzo» e poi spintoni, calci e gomitate) e furto in altra proprietà della bicicletta (ma anche di altri oggetti) le accuse per le quali Merla è stato portato davanti al giudice Bilisari. Il quale ha convalidato il provvedimento chiesto dal pm Navarro e ha disposto la custodia in carcere: potrebbe cercare di rubare di nuovo e comunque potrebbe fuggire, visto che non ha dato indicazioni precise sul suo domicilio in Italia.

Rocambolesca la notte di cui Merla è stato protagonista. Tutto era partito quando era scattato l'allarme di una casa ai Crespi. Il proprietario si era svegliato e aveva visto che qualcuno aveva scavalcato la recinzione cercando di entrare nella casetta in legno nel giardino, forzando la porta: una volta sentita la sirena, l'uomo si era nascosto dietro le auto in sosta. E qui era stato scovato dalle telecamere di videosorveglianza dello stesso proprietario, che aveva chiamato il 113 mentre l'uomo scappava dopo aver rotto l'antenna del radiocomando di apertura del cancello. Il ladruncolo era salito in sella a una bici e aveva iniziato la fuga. Ma la concitazione gli aveva fatto perdere l'equilibrio e, finito a terra, non aveva trovato di meglio che scagliare la bici contro il proprietario della casa che si era messo alle calcagna e che, colpito, aveva desistito. L'inseguimento era stato completato dagli agenti della Volante nel frattempo intervenuta. Merla, però, di seguire i poliziotti non aveva affatto voglia se è vero che si era dimenato come una furia. Anche in ufficio le cose non erano migliorate, se è vero che i tre agenti erano stati minacciati ma anche colpiti con calci e gomitate. Uno dei tre era finito al pronto soccorso per una distorsione a ginocchio e caviglia (7 giorni di guarigione). Il romeno aveva cercato gettarsi con la testa e con i pugni contro un muro.

Non era finita. Vicino al luogo in cui Merla era stato fermato, dietro un'auto, erano spuntati fuori alcuni oggetti: una torcia, una bombola da campeggio, un seghetto, un orologio da parete e un paio di scarpe. Inevitabile il sospetto che si trattasse di cose rubate, come la bici. Sospetto trasformatosi in certezza quando si era presentato il proprietario di un annesso scassinato, anche questo ai Crespi, per denunciare il furto di quegli oggetti, cappellino e bicicletta compresi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato