Il Tirreno

Grosseto

Caso Toremar, allarme al Giglio per i collegamenti

di Stefano Taglione
Caso Toremar, allarme al Giglio per i collegamenti

La sentenza del Consiglio di Stato non dà garanzie Il sindaco Ortelli chiede certezze sul futuro dei traghetti

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ISOLA DEL GIGLIO. «Sono preoccupato. La sentenza del Consiglio di Stato rischia di destabilizzare i trasporti marittimi fra il Giglio e la terraferma. A differenza dell’Elba noi non godiamo di una vera e propria continuità territoriale e vorremmo che i servizi fossero migliorati. Ora bisogna capire bene quali saranno gli scenari futuri».

Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, è venuto a conoscenza della decisione choc del Consiglio di Stato ieri mattina. I giudici, due giorni fa, hanno disposto l’aggiudicazione della gara di privatizzazione di Toremar a Toscana di Navigazione – la cordata facente capo all’armatore sardo Franco Del Giudice (socio al 65%), all’ex senatore Salvatore Lauro e agli elbani Tiziano Nocentini e Vincenzo Gorgoglione – a più di tre anni dalla firma del contratto e a quasi quattro dall’esito della gara. Una decisione senza precedenti che rischia di creare caos sui collegamenti marittimi per le isole dell’Arcipelago toscano, fra cui il Giglio dove Toremar opera con la nave Giuseppe Rum (noleggiata dalla Maregiglio per sostituire l’Aegilium) ed effettua otto corse giornaliere andata e ritorno. Rebus sul futuro. Non è ancora chiaro ciò che succederà nei prossimi giorni. La Regione sta studiando nel dettaglio le motivazioni della sentenza per capire come agire e i soci di Toscana di Navigazione non hanno ancora deciso che cosa fare. Secondo l’assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli, «il contratto che lega la Regione a Toremar rimarrà lo stesso e forse si aprirà un contenzioso sul passaggio di proprietà, visto che nel frattempo sono stati fatti investimenti rilevanti», mentre Franco Del Giudice si dice soddisfatto. «Mi prendo quarantottore per riflettere», spiega l’armatore. Per la prossima settimana è prevista a Roma una riunione a cui parteciperanno lo stesso Del Giudice (il cui volere – avendo la maggioranza assoluta delle quote della società – sarà determinante alla decisione finale), Salvatore Lauro, Vincenzo Gorgoglione e Tiziano Nocentini. Proprio quest’ultimo – insieme a Gorgoglione fra i partner dell’elbana Blu Navy – ha spiegato di voler «rilevare Toremar» e «di non voler monetizzare». Ma ogni decisione è rinviata all’assemblea.

Stupore in casa Toremar. «Incredulità e preoccupazione», questo lo stato d’animo dei vertici dell’ex compagnia statale. «Ora il Consiglio di Stato ci dice che abbiamo scherzato e che la Regione deve cedere Toremar a Toscana di Navigazione? – afferma il presidente della compagnia, Stelio Montomoli – Emerge un’incomprensione gigantesca verso le necessità delle aziende e i tempi per realizzarle. Cosa avremmo dovuto fare? Lasciare marcire la flotta e i rapporti di lavoro in attesa del giudizio del Consiglio di Stato? Faremo il possibile per difendere il nostro diritto a continuare a gestire Toremar».

Sindacati preoccupati. La decisione dei giudici sconcerta i sindacati. La preoccupazione nasce dal fatto che prima della privatizzazione l’organico di Toremar era costituito da 158 persone assunte con contratto a tempo indeterminato su un fabbisogno di 207, mentre ora lo sono tutti i dipendenti. «Cosa resterà di tre anni di trattative e impegno? – si chiede il rappresentante della Filt Cgil Agostino Salza – Si riparte dalla Toremar del 2011? Una cosa del genere ci sembra inammissibile; attendiamo di conoscere l'evoluzione della questione, ma preavvisiamo che saremo pronti a qualsiasi forma di lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori. Auspichiamo un impegno anche da parte delle istituzioni – conclude Salza – per il mantenimento dei diritti dell'utenza».

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