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PROMOMAR REPLICA ALLE CRITICHE

«Lavori alla Fiumara lunghi e difficili»

«Lavori alla Fiumara lunghi e difficili»

SCARLINO. Le aree vicino alla Fiumara sono inaccessibili, in alcuni casi del tutto sparite, perché dilavate dalla piena. Per accedervi, contando che siamo in un cantiere, sono stati realizzati degli...

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SCARLINO. Le aree vicino alla Fiumara sono inaccessibili, in alcuni casi del tutto sparite, perché dilavate dalla piena. Per accedervi, contando che siamo in un cantiere, sono stati realizzati degli apprestamenti provvisori, utilizzando pietrame contenuto entro gabbionature tessili che hanno permesso la realizzazione di un contenimento del pietrame necessario a ripristinare un piano di lavoro. La Promomar, società a capo del porto turistico del Puntone e titolare degli interventi di ripristino dopo gli allagamenti di un anno fa, interviene sui lavori dopo le denunce che Antonino Vella ha messo per iscritto in una lettera inviata al sindaco di Scarlino, Marcello Stella.

Uno dei temi caldi che ruota attorno al porto e che si accompagna alla discussione parlamentare sulla concessione, portata a Roma da Monica Faenzi, in agenda per ieri ma slittata a venerdì prossimo. Grane che comunque non fermano i lavori. «Tutto va secondo i programmi» spiega la società. Il punto, comunque, riguarda quelle aree oggetto del cantiere, dove sono state infisse delle pancole per allargarle e consolidarle. «È bene precisare – dicono dalla Promomar – che già in questa fase di assoluta precarietà d’inizio lavori, il materiale posto in opera costituisce un importante protezione all’erosione delle sponde della Fiumara, le quali, in caso di piena, sarebbero state totalmente esposte e dunque molto più vulnerabili». Non sono lavori facili, spiega la società. Basti dire che il novanta per cento degli interventi dovrà essere fatto via mare. Questi infatti «potranno essere svolti esclusivamente con l’ausilio di mezzi d’opera marittimi il cui allestimento è alquanto complesso e laborioso, trattandosi di pontoni modulari che vengono trasportati via terra con trasporti eccezionali, e successivamente varati e assemblati in acqua». Una volta assemblato, infine, sul pontone galleggiante verranno installati i mezzi d’opera e solo dopo si potrà operare dal fiume in assoluta sicurezza. Il progetto dunque prosegue secondo programma. «Dal mio arrivo nella Marina di Scarlino ho applicato una politica di completa apertura e trasparenza verso l’utenza, le associazioni e le istituzioni – dice il direttore del Porto Matteo Monterumici – dando la mia disponibilità in qualsiasi momento: credo fortemente che l’integrazione e la condivisione delle strategie che ruotano attorno al porto, sia il modo migliore per fare dello stesso il polo aggregante e trainante del territorio, con benefici per tutti». E in quest’ottica allarga l’invito allo stesso Vella per un incontro al porto al fine di verificare insieme lo stato di avanzamento dei lavori e le tecniche attuate per tutelare l’ambiente e questo meraviglioso lembo di Maremma». (a.f.)

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