Trasporti
L’ex casa dell’amore ospiterà immigrati
Avviato un progetto per realizzare in località Montini una sorta di centro di accoglienza per richiedenti asilo
ROCCASTRADA. «È vero. Lo confermo. C'è l'interesse e un percorso ormai avviato per portare nella mia struttura agrituristica, ai Montini di Roccastrada, un gruppo di 30-35 cittadini extracomunitari richiedenti asilo. Sono in contatto con alcune associazioni, ho dato la mia disponibilità. Esistono dei bandi e presto avrò una risposta. Al momento comunque non è stato firmato nulla».
Massimo Roghi, proprietario dei fabbricati, è di poche parole. Taglia corto sulle preoccupazioni e le proteste che serpeggiano in paese, a Roccastrada: «Con me non si è fatto vivo nessuno», dice, poi aggiunge di aver informalmente avvisato il primo cittadino Francesco Limatola, ma solo per una sorta di rispetto «perché il Comune non c'entra nulla con queste faccende, dipende tutto dalla Prefettura».
Per chi non l'avesse ancora capito stiamo parlando dell'ex Casa dell'amore, luogo senza pace. Su Facebook, ma anche nei bar, in paese, da qualche giorno, da quando circola questa voce, non si parla d'altro. I contr]ari superano ampiamente coloro che sono disposti all'apertura di credito. Eppure a Ribolla, alle Venelle, c'è già una comunità di richiedenti asilo originari del Mali. Si comportano bene e tutto fila liscio. Idem alla Castellaccia, a Scarlino.
«Qui – prosegue Massimo Roghi – troveranno un'accoglienza idonea. La struttura infatti ha tutte le caratteristiche richieste: distanza dal paese, servizi, spazi».
E Il sindaco cosa ne pensa? «Abbiamo fatto una riunione in Prefettura il 14 gennaio. Non si è parlato dei Montini e non mi risulta che a breve siano previsti arrivi nelle strutture di Roghi. L'imprenditore Roghi mi ha informato un mese fa di questa sua intenzione e di contatti già avviati; gli ho spiegato che noi non abbiamo un ruolo negli affidamenti, né – sia chiaro – tiriamo fuori un solo euro come amministrazione. Confermo invece la presenza da tempo di 13 ospiti malesi a Ribolla, alle Venelle, proprietà Stoduto».
La struttura di Roccastrada dove potrebbero arrivare gli immigrati (un restauro azzeccato in un posto dalla vista mozzafiato) era stata inizialmente pensata come progetto residenziale: una quindicina di villette per una ricettività complessiva di 80 posti letto, sfruttando il recupero dei volumi della porcilaia, castri dove un tempo si allevavano suini.
Poi andò diversamente. Non riscontrando interesse commerciale il committente ottenne dall'amministrazione comunale di Roccastrada il via libera a destinare gli spazi a disposizione ad alloggi per anziani. Ma anche questa idea non andò in porto per una serie di controindicazioni, non ultima il fatto che sul territorio esiste già da 50 anni una casa di riposo con un centinaio di ospiti, ben gestita dalla Misericordia.
E allora a quel punto Massimo Roghi, il proprietario, pensò bene di riconvertire una parte dei fabbricati di via della Tana in locale per scambisti, la casa dell'amore appunto, la struttura fu inaugurata nel febbraio del 2011.
Pochi mesi di vita, poi la decisione di tornare al residenziale-turistico, cambiando radicalmente genere di clientela: non più coppie trasgressive ma tranquilli vecchietti.
Via gli specchi e le tende di raso dalle venti camere per far posto a comfort e spazi per attività fisica soft. Insomma una rsa, una sorta di resort per persone anziane che volessero trascorrere qualche giorno di vacanza in Alta Maremma.
Adesso, dopo altre complicazioni e vicissitudini, si torna a parlare di questo complesso nel verde della zona di Roccastrada. Presto vi potrebbero essere ospitati 30-35 extracomunitari richiedenti asilo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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