Il Tirreno

Grosseto

Cattivi odori, impianti ok ma con cautele

di Sara Landi

L’Arpat verifica 17 esposti dei cittadini in territorio comunale e fornisce raccomandazioni ai gestori

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GROSSETO. Nessuna irregolarità negli impianti ma servono accorgimenti per mitigare le emissioni di cattivi odori. È questo il risultato delle verifiche svolte dall’Arpat di Grosseto dopo i 17 esposti ricevuti tra settembre e novembre e relativi alla percezione a più riprese di odori nauseanti in alcune zone della città.

In una prima fase l’agenzia si è attivata facendo ispezioni estemporanee sui luoghi segnalati. La prima ispezione del 18 settembre ha evidenziato cattivi odori soltanto nella zona vicina all’impianto Futura in località Strillaie dov’era avvertibile, a tratti, l’odore caratteristico proveniente dal biofiltro a servizio dell’impianto di trattamento dei rifiuti.

Nei due mesi successivi, considerato il perdurare del fenomeno (anche se in modo discontinuo e irregolare) le segnalazioni sono state incrociate con la mappa delle sorgenti potenziali di cattivi odori intorno alla città e sono cominciate le ispezioni mirate. Il sopralluogo nell’impianto Futura ha evidenziato la presenza di due sorgenti di odori: gli scarrabili impiegati per la raccolta dei materiali metallici che quando contengono residui di rifiuto organico emettono l’odore di spazzatura e il biofiltro, adibito al trattamento delle arie convogliate dall’interno dei capannoni, che emana un odore di legno leggermente aromatico. Sono poi i venti moderati provenienti da est e nord est a favorire la diffusione di questi odori lungo la strada per Marina. In questo caso sono stati suggeriti alcuni accorgimenti quali la copertura degli scarrabili contenenti metalli e una particolare attenzione alla fase di raccolta del materiale metallico dal sistema automatizzato di selezione. Raccomandata anche una gestione del biofiltro più attenta al contenimento degli odori. Ispezione anche nella vicina discarica delle Strillaie (non più in esercizio da anni) per valutare l’eventuale emissione di biogas. Al momento dell’ispezione l’odore di biogas, rende noto l’Arpat, era avvertito solo a tratti e in lieve entità limitatamente ad alcune zone sulla sommità della discarica ma risultava non apprezzabile all’esterno.

Per quanto riguarda i cattivi odori avvertiti in città sono state fatte due ispezioni negli impianti per la produzione di biogas in località San Martino (Fer Energia e Futura Energia).

Durante il secondo sopralluogo risultavano ancora presenti cattivi odori provenienti in maniera distinta da alcuni punti (stoccaggio sansa, insilati di pollina e sistema di ventilazione per il gonfiaggio della copertura esterna del digestore anaerobico) nonostante alcuni interventi di mitigazione già adottati spontaneamente dal gestore dopo il primo sopralluogo Arpat.

Il problema rilevato è dovuto al fatto che queste strutture sono allineate in direzione nord est-sud ovest pertanto in presenza di vento da nordest (brezza di terra notturna) gli odori possono propagarsi verso il centro della città. Sia alle Strillaie che a San Martino i controlli, sottolinea l’Arpat, hanno «evidenziato una conduzione impiantistica nel rispetto degli atti autorizzativi» ferma restando l’opportunità di adottare misure per contenere le emissioni di cattivi odori, nel caso questi assumano rilevanza sotto il profilo igienico-sanitario.

Lo studio non esaurisce tutte le potenziali sorgenti del fenomeno visto che estese aree alla periferia della città sono interessate dalle pratiche di distribuzione di fertilizzanti organici. I risultati dei controlli sono stati trasmessi dall’Arpat al sindaco di Grosseto, all'Asl e ai gestori degli impianti.

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