Sicurezza
Un altro cimelio arricchisce la collezione risorgimentale
Donata al Comune massetano la bandiera del garibaldino Cesare Spinacci L’amministrazione valuta come valorizzare il suo già ricco patrimonio storico
MASSA MARITTIMA. Nelle stanze dei suoi palazzi, Massa Marittima custodisce un tesoro che riguarda tutta la nostra storia. Ornamenti, armi, vestiario e bandiere: tutte orme della storia rinascimentale del territorio e dell’Italia in generale. Una collezione prestigiosa che adesso si è allargata con un’ulteriore chicca, dato che è arrivato in città il tricolore appartenuto a Cesare Spinicci, donato dai suoi discendenti al Comune, che ora intende valutare al meglio tutte le possibilità per valorizzare questo patrimonio storico e culturale.
L’ultimo tassello al mosaico massetano si è aggiunto dopo un attento studio da parte di Gianpiero Caglianone, presidente del Centro studi storici “Agapito Gabrielli”. L’esperto infatti ha inviato una lettera all’amministrazione spiegandole che tutti i segni e le cronache ottocentesche coincidevano, dando l’assoluta certezza che quella bandiera apparteneva a Spinicci, nato a Massa Marittima nel 1845, garibaldino che ha preso parte alla terza guerra d’indipendenza, combattuta nel 1866 contro l’impero austriaco e che permise al Regno d’Italia di annettere il Veneto nei suoi confini. «È è stato verificato che la bandiera oggetto della donazione presenta elementi di compatibilità con le bandiere degli anni 1861-1890» scrive Caglianone al Comune. Ergo: «si tratta di un cimelio prezioso, in quanto è una testimonianza della partecipazione dei massetani agli eventi che portarono all’Unità d’Italia», conclude l’esperto risorgimentale.
La consegna è avvenuta durante uno degli eventi annuali dal titolo “Appuntamenti con la Storia”, organizzati proprio dal centro studi, per mano del discendete di Spinicci, Maurizio, e ora questo tassello del passato sarà esposto nella biblioteca comunale. Per Massa Marittima, questa è la terza bandiera di epoca rinascimentale, che va a comporre il fiore all’occhiello di questo tesoro.
E, come si legge negli atti amministrativi, ora la collezione risorgimentale è davvero notevole, considerando «tutti i materiali, frutto di donazioni dei discendenti dei quattrocento volontari garibaldini che da Massa Marittima hanno seguito Garibaldi». Tutti cimeli lasciati in mano al Comune così da «tramandare la memoria delle imprese dei loro avi».
Ora però c’è da valorizzare questa collezione. Un viaggio nel tempo che viene spesso esposto al pubblico, tra commemorazioni e anniversari, ma che forse merita un ulteriore salto di qualità. Per questo l’amministrazione ha dato mandato ai suoi uffici di provvedere a iniziative che possano dare più vibilità possibile a questo incredibile tesoro.
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