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Pastorizia, risarcimenti in arrivo

Pastorizia, risarcimenti in arrivo

La Regione stanzia 300.000 euro per gli allevatori grossetani colpiti da predatori

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GROSSETO. La Regione stanzia 537.000 euro per risarcire gli allevatori toscani colpiti dagli attacchi dei predatori e in provincia di Grosseto arriva oltre il cinquanta per cento dei finanziamenti. Maremma e Amiata, insomma, riceveranno 300.000 euro. Arriva, dunque, dalla Regione una prima, concreta, risposta ai danni subiti dagli allevatori della provincia di Grosseto. Quasi 300.000 euro per risarcire chi ha visto uccidere da ibridi e lupi le proprie pecore.

Si conclude così l’iter per i finanziamenti dell’indennizzo dei danni iniziato a ottobre 2014. La provincia di Grosseto si conferma, anche con questo dato negativo, la zona della Toscana in cui è presente la zootecnia in forma massiccia.

«Segno che qui ci sono la metà di pecore di tutta la Toscana e la metà di predazioni di tutta la regione – commenta Enrico Rabazzi presidente della Cia – il 50% della pastorizia e della zootecnia è qui».

Rispetto alle complessive 281 domande presentate in Toscana, quelle dalla Maremma e dall’Amiata sono state 169, oltre il 60% del totale, che determineranno un flusso economico superiore al 50% dello stanziamento regionale.

L’importo massimo previsto per ciascuna azienda è pari a 15.000 euro, che corrisponde anche al limite dell’importo indennizzabile nell’arco di tre anni. Ciò significa, in questo caso, che chi riceverà il massimo non potrà ripresentare domanda di indennizzo per i danni eventualmente subiti negli anni 2015 e 2016.

«Tra avere nulla e avere poco – commenta Rabazzi – c’è differenza. È poco, anche se si considera che i danni più gravi si sono avuti, da noi, nel 2013 e che ci sono aziende, per questo, sull’orlo del fallimento».

Rabazzi spiega anche perché gli indennizzi agli allevatori sono così bassi: «La Regione ha accolto la richiesta di indennizzi e ha agito d’urgenza, senza notificare il provvedimento a Bruxelles. Quindi, in questo caso, gli indennizzi rientrano nei cosiddetti aiuti di Stato che non possono superare i 15.000 euro in tre anni. È qualcosa, ma deve essere una misura temporanea. Gli indennizzi, infatti, dovrebbero coprire tutto il danno subito. Spero che si faccia uno scatto d’orgoglio: andiamo a chiedere indennizzi veri a Bruxelles».

Rabazzi esprime, insomma, una soddisfazione a metà: «Sarei stato contento se avessimo preso le briciole. Sarebbe stato segno che non avevamo problemi predatori. Invece è il contrario, perché dobbiamo considerare pure che ci sono tantissimi danni non denunciati. La situazione allevamento e agricoltura è al limite. Abbiamo “i lupi di Stato”, i “cinghiali di Stato” e l’Imu di Stato. Invito alla disobbedienza fiscale, per lo meno per l’Imu agricola. In ogni caso si nota un susseguirsi di piccoli atti che ci massacrano. Se vogliono che si lascino terre e ovili, lo dicano».

Fiora Bonelli

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