Il Tirreno

Grosseto

«Le compensazioni di Enel per la geotermia? Briciole»

di Francesca Ferri
«Le compensazioni di Enel per la geotermia? Briciole»

Bovicelli (Rc) tira le somme degli incentivi per rinnovabili e dei soldi ai territori «La società avrà in tutto 775 milioni, i Comuni solo 26. E gli immobili si svalutano»

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA FIORA. I Comuni plaudono ai 6,3 milioni di euro di compensazioni ambientali versati nelle loro casse da Enel Green power per il “disturbo” della geotermia? Secondo Sergio Bovicelli, del circolo Raniero Amarugi di Rifondazione comunista a Santa Fiora, c’è poco di che rallegrarsi.

Per lui quella «valanga» di denaro che Enel versa ai Comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Piancastagnaio (Siena) è poco più di un rigagnolo rispetto alla marea di denaro che la società incassa sotto forma di incentivi statali per la produzione di energia rinnovabile: 31 milioni di euro all’anno che, moltiplicati per venticinque anni – la vita media di una centrale – fanno 775 milioni di euro.

Quei 6,3 milioni di euro all’anno versati ai Comuni, spiega Bovicelli, sono «una vera risorsa finanziaria per i bilanci locali. Ma noi di Rifondazione Comunista vogliamo provare a far riflettere i cittadini sulla reale entità di questa vicenda. Tralasciando i pesanti aspetti legati al vero impatto di questo nuovo impianto, soffermiamoci solo sulla questione del deprezzamento immobiliare che inevitabilmente colpirà un’ampia fascia di territorio nelle immediate vicinanze del nuovo impianto. Infatti, per gli immobili, le aree agricole, i terreni edificabili, quanto inciderà la naturale svalutazione che inesorabilmente li colpirà? Le compensazioni versate ai Comuni colmeranno anche questo ineluttabile impoverimento di valore immobiliare?». Per Bovicelli la risposta è no.

Eppure i soldi che lo Stato – ovvero dei cittadini – versa a Enel Green power come incentivi per le aziende che producono energia rinnovabile sono una cifra rilevante. «Il ministero dello Sviluppo economico – spiega Bovicelli – con il decreto ministeriale del 6 luglio 2012 definì il nuovo sistema di incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, e la tariffa incentivante base prevista per centrali geotermiche di oltre 20 Megawatt è di 85 euro al Megawatt/ora (Mw/h). Questa tariffa base è incrementata di 15 euro/Mwh per le centrali in grado di abbattere il 95% dell’idrogeno solforato e del mercurio. Quindi, la tariffa incentivante complessiva è pari a 100 euro/Mwh. Nel caso di Bagnore 4, ipotizzando una produzione annua di 310 Gwh, che è quanto dichiarato ufficialmente dall’Enel, l'incasso annuale per quest’ultima sarà di 31 milioni di euro l’anno. Considerando che sarà erogato per il periodo di vita media della centrale, 25 anni, il totale dell’incentivazione riscossa, al di là degli incassi per la vendita dell’energia elettrica, sarà di 775 milioni di euro».

A fronte di questi soldi, il protocollo siglato tra Enel e Regione nel 2007 prevede che le compensazioni ambientali di Enel siano 26 milioni di euro in dieci anni. «Una cifra irrilevante a fronte di quanto l’Enel riceverà da parte dello Stato, perciò da tutti i cittadini, per realizzare quell’impianto – dice Bovicelli – . Il bilancio tra incentivi incassati e compensazioni versate ai Comuni, di fatto, è incommensurabile».

Non meno preoccupante, per Bovicelli, è come i Comuni usano i soldi che ricevono da Enel. «Le norme – spiega – dicono che vanno usati per gli investimenti. E invece i Comuni, almeno quello di Santa Fiora, li usano per la spesa corrente, per far quadrare i bilanci. Di fatto, con questo metodo il rischio è che una volta finite le risorse, fra qualche anno, le amministrazioni saranno in dissesto finanziario».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa