Il Tirreno

Grosseto

Il palazzetto dello sport tra buio e crepe

di Maurizio Bernardini

La struttura è malconcia: al primo posto il problema della sicurezza e dell’illuminazione. Il Comune interverrà sul tetto

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GROSSETO. Timore. Timore di fare due passi da quelle parti, o magari anche solo di stare seduti sugli spalti a vedere una partita di pallacanestro. Il sentimento che sfiora alcune persone che frequentano il palazzetto dello sport di via Austria non è dei migliori. Tante le faccende in piedi da mesi, anni. Tante le questioni che devono trovare una risposta. E subito. Perché lo sport è svago e non può esser vissuto nella paura. Noi due passi dalle parti della struttura sportiva li abbiamo fatti, tra transenne lasciate lì a monito per qualche sprovveduto e calcinacci venuti giù come friabili cracker.

Mentre girelliamo nella zona aperta al pubblico, sul parquet c’è chi corre dietro una palla da basket. Sono soprattutto giovani, giovanissimi. Tutt’attorno molti spettatori: chi applaude, chi mormora, chi scuote il capo, chi esulta.

Sopra le teste di tutti c’è una copertura malandata, tanto che ci basta andare un attimo in bagno per poter fotografare le grosse crepe al centro delle preoccupazioni fioccate tra chi frequenta l’impianto sportivo. Un edificio che la nuova gestione guidata dall’Asd pallacanestro Grosseto sta cercando in tutti i modi di far funzionare al meglio. Ma i limiti della struttura sono evidenti. E conosciuti.

Il Comune è pronto a intervenire: la determina 1967 dell’11 dicembre scorso ha dato il via alla procedura destinata al restauro conservativo del tetto. Le vecchie lastre in lamiera grecata che ricoprono il palazzetto saranno demolite. Al loro posto arriverà un soffitto nuovo di zecca, un qualcosa in grado di rispondere non solo ai requisiti strutturali e di sicurezza, ma anche a quelli termici.

Il progetto esecutivo è stato approvato dalla giunta (16 ottobre 2014) e ammonta a un investimento di poco inferiore ai 250.000 euro. Risorse che hanno copertura in bilancio.

Per velocizzare la gara d’appalto, l’amministrazione ha avviato una procedura negoziata e coinvolto, dunque, alcune imprese iscritte al portale regionale Start. Ma i guai strutturali non sono i soli a far dormire sonni poco tranquilli a chi frequenta il palazzetto. E in questo caso dare delle risposte immediate non dovrebbe essere affatto difficile.

Tra i diversi problemi c’è anche l’illuminazione. L’ingresso dedicato ai giocatori che lì passano qualche ora ogni settimana è completamente al buio.

L’unico lampione pubblico che potrebbe portare un po’ di luce è rotto da mesi. In compenso fa bella mostra di sé (almeno per chi, al buio, riesce a vederlo) il palo che segnala la presenza del progetto dedicato all’internet wi-fi comunale libero. E per legare o slegare le biciclette a una decina di metri dalla porta dedicata agli atleti, quando la Luna non dà una mano c’è chi si affida a torce, cellulari e accendini. Scene da commedia, o quasi. Eppure c’è poco da ridere, perché alcuni ragazzi e genitori non si sentono sicuri. «Diverse - dice qualche bene informato mentre scuote il capo - le telefonate fatte da settembre a oggi a vigili urbani e uffici comunali, ma nulla s’è ancora mosso e qui continua a essere buio pesto. Giovani atleti finiscono di giocare anche tardi, dopo cena, e uscire non è una passeggiata. C’è sempre il timore possa avvicinarsi qualche balordo». Problemi sembrano esserci pure con le luci di sicurezza dell’impianto, quantomeno da rivedere. Compito della giunta risolvere ogni guaio una volta per tutte, perché sport e timore sono cose che non devono andare a braccetto.

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