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Grosseto

Enel ci mette oltre un miliardo «Ma si scordi altre centrali»

di Fiora Bonelli
Enel ci mette oltre un miliardo «Ma si scordi altre centrali»

L’azienda annuncia il piano di investimenti per manutenzioni e nuovi progetti di sviluppo Il sindaco di Castel del Piano insorge: «C’è un accordo per non costruire impianti: va rispettato»

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ARCIDOSSO. Enel Green power annuncia un miliardo e 372 milioni di euro di investimenti per la geotermia in Italia, vale a dire per la geotermia in Toscana, visto che questa è l’unica regione dove si produce energia dal calore della terra. Di fronte a questo annuncio il sindaco del paese più popoloso dell’Amiata – uno dei quattro poli geotermici della regione – Claudio Franci di Castel del Piano, mette i puntini sulle “i”.

Nel giorno in cui il presidente della Regione Enrico Rossi decide la moratoria per le autorizzazioni a cercare fluido geotermico per le piccole centrali (bassa e media entalpia) e dopo le dichiarazioni ufficiali da parte della Regione – assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini in testa – che con la centrale Bagnore 4 si sarebbe chiusa la stagione delle centrali ad alta entalpia in Amiata, Franci interviene a gamba tesa per affermare un secco no a nuove centrali geotermiche in Amiata e chiedere il rispetto degli accordi del 2007 fra istituzioni e Enel Green Power.

L’uscita di Franci arriva dopo l’incontro “Geotermia come reale opportunità di lavoro per le imprese” fra Enel Green power e 46 imprese del territorio (circa 100 partecipanti), che si è svolto lunedì a Piancastagnaio alla presenza dei sindaci Luigi Vagaggini (Piancastagnaio), Federico Balocchi (Santa Fiora) e Jacopo Marini (Arcidosso), del responsabile geotermia Enel Green power Massimo Montemaggi, e di dirigenti e responsabili Enel in vari settori (nella foto).

A quell’incontro il sindaco Franci non c’era. «Non sono stato invitato – sbotta Franci – e comunque non ne faccio un problema. Auspico sia stato un incontro positivo e spero anche un’altra cosa: che sia stato riaffermato e precisato il contenuto dell’accordo che vi fu fra istituzioni ed Enel nel 2007, riconfermato, lo dico con chiarezza, da tutti i consigli comunali nel febbraio 2014».

L’accordo prevedeva, tra le altre cose, che la centrale Bagnore 4 (inaugurata a dicembre) sarebbe stata l’ultima ad alta entalpia sull’Amiata. Con essa si sarebbe chiusa la stagione degli impianti più impattanti.

«Tutti ci guadagnammo qualcosa – spiega Franci – noi, la riqualificazione del territorio, l’installazione degli Amis e la sicurezza di impianti altamente qualificati e di risorse per le infrastrutture. Ed Enel la proroga delle concessioni fino al 2024 e la realizzazione di Bagnore 4. Oggi si producono 120 Megawatt di energia. Un numero altissimo. Dunque, spero vivamente che di questo si sia parlato. Che sia stato chiarito che è sempre lì, tondo tondo, un bel no alla costruzione di nuove centrali».

Questo, prosegue Franci, non vuol dire che Enel si debba sentire disimpegnata di fronte alle imprese amiatine e alle istituzioni. L’incontro è infatti servito a presentare alle aziende tutte le opportunità di lavoro nel settore delle manutenzioni agli impianti.

Il timore del sindaco Franci che vi sia il rischio di un ulteriore sviluppo geotermico sull’Amiata, in barba agli accordi storici del 2007, sarebbe confermato dalla stessa riunione di lunedì in cui Enel Green power ha presentato la sua previsione di investimenti per cifre da capogiro: 670 milioni di euro nel quinquennio 2014 - 2018 e altri 702 milioni per il periodo 2019 - 2023. Insomma, un miliardo e 372 milioni di euro, ribaditi ieri da Montemaggi in un’audizione alle commissioni Ambiente, Lavori pubblici e Attività produttive della Camera. Soldi che Enel prevede di impiegare nei poli geotermici toscani: Larderello, Monterotondo Marittimo, Amiata e Radicondoli.

Di questa montagna di soldi, una parte servirà – spiega Enel – per le attività di manutenzione e ottimizzazione degli asset di produzione esistenti e un’altra «considerevole parte» – dice l’azienda – per «nuovi progetti di sviluppo che potranno trovare attuazione nella misura in cui sarà possibile procedere in tal senso». Insomma, nuove centrali. Ne sarà coinvolta anche l’Amiata?

Il timore di Franci è proprio questo. «Credo proprio che ci sia necessità di un tavolo di confronto – ribadisce il sindaco – e di ricordarsi che quanto pattuito non era aria fritta».

In ogni caso, il primo cittadino spiega anche che, a parte questo nodo da sciogliere, l’incontro è stato proficuo.

Enel ha infatti presentato i dati degli ultimi anni, con le assunzioni degli ultimi dodici mesi di ventitré giovani del territorio. Altre assunzioni seguiranno quest’anno, così come sono già pronti i progetti per la cessione di calore a Casa del Corto, Aiole e La Rota.

Dal 2015 sui territori comunali di Piancastagnaio, Santa Fiora e Arcidosso arriveranno inoltre 6,3 milioni di euro l’anno di compensazioni economiche per lo sviluppo infrastrutturale ed economico. Ma soprattutto Enel Green Power ha presentato le prospettive di collaborazione con le imprese, che comprendono gli appalti di servizi e logistica che già vedono un ampio coinvolgimento delle ditte locali e lo sviluppo di un’imprenditoria più specializzata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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