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Dogo maltrattato, la Procura lo toglie al suo padrone

Francesca Ferri
Il meticcio di dogo che secondo un testimone il padrone avrebbe maltrattato. Sul caso indaga la Procura di Grosseto
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Il meticcio di dogo che secondo un testimone il padrone avrebbe maltrattato. Sul caso indaga la Procura di Grosseto

Grosseto, dopo la battaglia a colpi di firme gli animalisti ottengono il sequestro: il cucciolo è ora in un luogo segreto

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GROSSETO. Il cucciolo di dogo maltrattato è stato tolto al suo padrone e affidato temporaneamente a una famiglia, in un luogo segreto. Dopo otto giorni di battaglia a suon di firme e bombardamento di email, le tre associazioni animaliste Maremma randagia, Maremma cane e El Alma do dogo argentino hanno raggiunto il loro obiettivo: il pubblico ministero Marco Nassi ha disposto il sequestro giudiziario del cane. E il meticcio è stato portato via al suo proprietario, su cui pesa il sospetto che possa averlo maltrattato.

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«È la notizia che aspettavamo da settimane – spiega l’avvocato Rossella Mozzillo, portavoce e rappresentante delle tre associazioni – e che ci riempie di gioia. Voglio ringraziare tutti i sostenitori di questa battaglia, tutte le persone che da ogni parte d’Italia hanno firmato la petizione: grazie di cuore a tutti quanti».

Nella serata di giovedì 15 gennaio sul sito di change.org che ospitava la raccolta di firme per appoggiare il pressing sulla Procura – affinché firmasse il provvedimento – è comparso il messaggio più atteso: «Grazie a tutti, obiettivo raggiunto». In quel momento i firmatari della petizione erano a quota 19.000.

Tanta, infatti, è stata l’indignazione quando, pochi giorni prima di Natale, il cucciolo era stato restituito al proprietario. L’animale era stato messo sotto sequestro amministrativo dall’Asl per accertamenti veterinari dopo che la Procura ha voluto vederci chiaro, ipotizzando presunti maltrattamenti. A novembre, durante un’uscita col cane, il proprietario era stato infatti visto da un testimone prendere a calci l’animale, terrorizzato dalla paura. Il passante aveva anche ripreso la scena, fornendo diversi secondi di girato choccante, che mostrano l’uomo mentre solleva il cane da terra, tenendolo per il guinzaglio, e lo fa roteare.

In attesa che sia fatta chiarezza, l’Asl aveva tenuto per un po’ il cane sotto osservazione, ma al termine degli accertamenti il proprietario aveva fatto richiesta di dissequestro e si era ripreso il cane. Nel frattempo, infatti, il pm incaricato del caso non aveva infatti disposto alcun sequestro giudiziario. Il 5 gennaio 2015 gli animalisti hanno avviato la petizione on line.

Il provvedimento è arrivato dunque lunedì 12 gennaio, una ventina di giorni dopo che il cane era tornato a casa. Il cucciolo è stato affidato all’Enpa che ha avuto mandato di ospitarlo temporaneamente in famiglia in una località segreta.

«Non importa sapere chi ha ricevuto il cane – spiega l’avvocato Mozzillo – l’importante è che stia bene, che sia circondato da affetto e da amore. Meglio in una famiglia che in un box del canile. Ringrazio il dottor Nassi che ci ha gentilmente messi al corrente di aver preso questo provvedimento, nonostante le associazioni che rappresento non siano ancora ufficialmente parte in causa».

Resta da capire perché questo provvedimento arriva solo oggi. Sono emersi nuovi elementi? Sono state rilette le carte? C’è stato un ritardo? Difficile stabilirlo.

«Quel che è importante – conclude l’avvocato Mozzillo – è che il cane sia stato tolto al suo padrone e si trovi in una situazione di tranquillità. Di nuovo, grazie a tutti i sostenitori della petizione».

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