Il Tirreno

Grosseto

Accampamento in centro

di Fiora Bonelli
Accampamento in centro

Panni tesi e confusione, arcidossini scrivono al sindaco

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ARCIDOSSO. Panni tesi dappertutto, fili e tenditoi che occhieggiano sotto il maschio arcidossino, capi di abbigliamento e di biancheria, catini e cassette. Tutti quelli che arrivano, ospiti occasionali in una piccola casa nel cuore del centro storico di Arcidosso, sembrano avere la smania di fare il bucato e una volta “fatte le faccende”, inondano uno fra i luoghi più deliziosi del paese antico di Arcidosso, di ogni genere di capi di vestiario e di oggetti vari lasciati alla rinfusa qua e là. In barba al decoro e del luogo e al rispetto di chi vi abita.

Una situazione intollerabile, una questione di igiene, che i cittadini definiscono di “degrado”, della quale, d’inverno, raramente si vedono i protagonisti, ma di cui si ha notizia grazie a quegli abiti e a qualche suppellettile in bella vista, davanti a un appartamento di poche stanze che, a quel che dicono alcuni, arriva a contenere gente assai più del dovuto.

D’estate, poi, addirittura alcuni ospiti preferiscono dormire all’aperto, sotto le stelle, in zona castello, all’ombra del torrione che fu degli Aldobrandeschi a cui di certo si accapponerebbe la pelle di fronte a questa testimonianza stile new hippy o on the road.

La zona scambiata per un campeggio è la Piaggetta del Castello di Arcidosso, dove altri residenti si affannano ad addobbare balconcini e a tenere in ordine, uno stato puntualmente disfatto da chi arriva, sosta e se ne va, lasciandosi dietro un campo di battaglia.

Una situazione che dura da mesi e mesi; e in questa settimana, poi, il collage di panni ammontinati ovunque, all’aperto, è rimasto inalterato da venerdì scorso. Una situazione fuori controllo che irrita anche chi, solo per caso, si trova a passare nella piazzetta. Segnalazioni ufficiali, comunque, ne sono fioccate, in passato e di recente. Ai vigili, all’amministrazione comunale. Ma fatti i sopralluoghi la situazione è rimasta praticamente immutata.

Gli abitanti hanno scritto anche una lettera alla Soprintendenza, dato che il posto rientra nel complesso architettonico del castello aldobrandesco, fiore all’occhiello della storia e dell’architettura del medioevo toscano. Ma anche questo appello non ha avuto esiti positivi.

Una lettera di segnalazione è stata scritta anche al sindaco Jacopo Marini. «Conosco bene la situazione – spiega il sindaco Marini – ma purtroppo non abbiamo un regolamento che ci consenta di agire anche tramite sanzioni. Il regolamento comunale è vecchissimo e non contempla questi casi. Nei prossimi consigli comunali, sottoporrò all’assemblea consiliare un nuovo regolamento e così anche i vigili, che pure sono andati a fare i sopralluoghi, potranno erogare, se necessario, opportune sanzioni. Il regolamento lo faremo tenendo conto del concetto di pubblico decoro, con l’illustrazione, nel dettaglio, di cosa può essere fatto o no, e a cosa sono obbligati i cittadini».

Non resta che aspettare, dunque, ma nel frattempo il castello e i fantasmi dei signori aldobrandeschi si dovranno sorbire fili tesi pieni di ogni ben di dio, monti di vestiario, catini e tenditoi, in un contesto certo più adatto a visite guidate fra tracce di nobili assedi e simboli templari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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