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Grosseto

Una nuova guida per Montioni Bandite in prima fila

Una nuova guida per Montioni Bandite in prima fila

MONTIONI. L’inizio del 2015 porta con sé una nuova partita, che sarà giocata su un tavolo tanto grande da prendere due province e sei comuni: quella sul parco di Montioni. Il Comitato di gestione...

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MONTIONI. L’inizio del 2015 porta con sé una nuova partita, che sarà giocata su un tavolo tanto grande da prendere due province e sei comuni: quella sul parco di Montioni. Il Comitato di gestione infatti sarà sciolto e ad ora è quasi impossibile capire da chi sarà gestito in futuro. Ci sono diverse voci in giro, che vogliono in pole position le Bandite di Scarlino e il consorzio Parchi Val di Cornia, ma in realtà non c’è nulla di concreto alla base. Solo supposizioni, a cui ben presto dovranno sostituirsi soluzioni reali. Perché quei settemila ettari di terreni, a cavallo tra le province di Grosseto e Livorno, hanno molte questioni urgenti e in sospeso: dalla valorizzazione, alla manutenzione fino a quei gessi rossi, scarti della produzione industriale di marca Huntasman Tioxide, stoccati nella cava che sta dentro il parco. È una partita piuttosto complicata e non tanto perché nessuno vuole accollarsi l’impegno di gestire l’intera area. Il problema è la struttura che dovrà andare alla guida di Montioni, il rispetto dei regolamenti e delle definizioni. Il Comitato di gestione, fino a ieri in mano alle due Province interessate, sarà sciolto, dato che le Province stesse andranno a scomparire. Quella di Livorno ha già pubblicato un bando per vendere le sue quote dei Parchi Val di Cornia, che poi erano la sua strada per il controllo di Montioni. E una volta spariti gli enti sovracomunali, non è stato deciso chi sarà la nuova figura guida. Anzi, non è stato neanche ipotizzato. L’ipotesi al vaglio degli addetti ai lavori è quella di affidare il parco a una realtà consortile, così che riunisca già parte dei comuni interessati (Follonica, Scarlino, Massa Marittima per Grosseto, Suvereto, Piombino, Campiglia Marittima per Livorno). In questo caso, la scelta ricadrà su uno dei due nominati: le Bandite o i Parchi Val di Cornia. Entrambi infatti hanno il compito di occuparsi di Montioni, ma è soltanto uno dei loro molti doveri. Le Bandite si occupano dei terreni agricoli della zona, i Parchi delle aree protette del basso livornese. Non è la loro vocazione principale, solo un incarico dei tanti, affidato dal soggetto competente è la Regione, come di tutti i parchi. Quindi, per affidare a uno dei due la gestione, servirà un’apposita delibera regionale e finché Firenze non batterà un colpo, tutto resterà fermo così com’è. E ad oggi non c’è stata neanche una telefonata esplorativa per capire se una delle due ipotesi possa concretizzarsi. Questo silenzio è un problema? Ora no, ma potrebbe diventarlo. Lasciando per un attimo da parte gli eventuali ritardi su azioni di valorizzazione dell’area, ci sono quelle azioni già avviate che devono essere portare a conclusione. Ad esempio, il rinverdimento della cava dove sono stoccati i gessi Tioxide, per cui le Bandite hanno sollecitato l’azienda a intervenire. Oppure gli 80mila euro che il Comune di Follonica ha pronti da investire sul parco. E la convinzione generale è che serva una regia condivisa per chiudere queste azioni e portare avanti le nuove. Ne discutono anche nel Livornese, dove l’ex sindaco di Suvereto Walter Gasperini prospetta il rischio di una gestione differenziata, in cui ogni Comune si occupa della sua parte. «In cui ognuno porta avanti il suo orticello» per usare le sue parole. Una prospettiva che non solo esce dalla vocazione storica di una gestione unitaria, ma che rischia di rallentare sviluppo e manutenzione. Per questo serve che la partita inizi, così da poterla giocare con calma e condivisione. E la prima mossa spetta alla Regione.(a.f.)

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di Redazione web