Il Tirreno

Grosseto

Un nuovo gestore per gli asili di Gavorrano

L’amministrazione stila le linee guida per le figure professionali che dovranno lavorare con i bimbi

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GAVORRANO. L’amministrazione mineraria è pronta ad affidare i suoi asili nido e va in cerca di un nuovo gestore. Per questo ha stilato delle linee guida a cui il futuro soggetto dovrà corrispondere, prendendo spunto dalla convenzione stipulata con il gestore del nido privato Il Tetto Vagabondo, dato che gli stessi indirizzi «potevano essere utilizzati anche per la definizione delle linee guida da utilizzare nella predisposizione degli atti di gara», recitano i documenti del Comune di Gavorrano.

Indirizzi che si rivolgono alla funzione della scuola, in cui la priorità va a quelle famiglie alle prese con situazioni difficili. La decisione di trovare un nuovo gestore nasce dalle esigenze dell’ente, costretto a rivedere alcune procedure. L’intenzione infatti è quella di «procedere all'affidamento del servizio in concessione in virtù della maggiore flessibilità organizzativa e gestionale dei soggetti esterni ovvero della maggiore capacità di adeguamento dell'offerta alla domanda effettiva».

Andare sul mercato, insomma, così da dare figure professionali in grado di rispondere alle esigenze odierne. Al soggetto che si aggiudicherà il bando andranno diciottomila euro ogni anno per tre anni (tanto dura la concessione: settembre 2015-luglio 2018), a fronte di un servizio che dovrà rispondere a determinati canoni. Sono soprattutto tre questi indirizzi imprescindibili. Il primo prevede che l’accesso al nido sia «riservato prioritariamente ai bambini residenti nel territorio comunale - compresi nella fasce d'età 12-36 mesi- mentre i bambini non residenti possono essere ammessi a frequentare il nido solo allorché risultino posti disponibili dopo aver ammesso tutti i residenti aventi diritto». Avanti i gavorranesi, quindi. Ma più importante forse è il ruolo che l’asilo andrà a ricoprire, inteso come «servizio educativo e sociale, teso, oltre che alla sviluppo psicofisico, affettivo e sociale del bambino, alla realizzazione di politiche di pari opportunità fra uomini e donne finalizzate all'inserimento e alla permanenza dei genitori nel mercato del lavoro». Infine, così come vuole la prassi dei nido, sarà riservato «l’accesso prioritario ai bambini in situazioni di disabilità o di disagio sociale attestato dai servizi sociali». Questa l’ossatura della gara, che a questo punto sarà pubblicata in tempi brevi dal Comune.

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