Sicurezza
Un bimbo mima in aula la scena dello schiaffo
GROSSETO. Ne sono stati sentiti quattro, due maschietti e due femminucce, tutti di otto anni, e gli altri quattro saranno sentiti tra poche settimane. Poi, se il gip Valeria Montesarchio ne ravviserà...
GROSSETO. Ne sono stati sentiti quattro, due maschietti e due femminucce, tutti di otto anni, e gli altri quattro saranno sentiti tra poche settimane. Poi, se il gip Valeria Montesarchio ne ravviserà la necessità, saranno sentiti anche altri alunni.
Non è finito con l’udienza di ieri l’incidente probatorio promosso per l’accertamento della capacità di testimoniare e l’attendibilità dei bambini di una scuola elementare della città. Indagata per maltrattamenti - ma non presente ieri - la loro maestra, 58 anni. Il fascicolo era stato aperto in Procura dopo che i genitori si erano rivolti al Garante per l’infanzia della Regione.
Tra i quattro bambini sentiti ieri con le opportune cautele (e soprattutto con l’ausilio del neuropsichiatra infantile Romano Fabbrizzi) c’era anche quello cui la maestra avrebbe tirato i capelli, secondo una delle contestazioni dell’imputazione provvisoria. Gli altri tre hanno raccontato di aver assistito agli episodi che costituiscono il corpo degli accertamenti. L’uso del fischietto, gli strattoni, l’abbuiamento della stanza, l’annunciata installazione di telecamere, la presenza di un folletto: sarebbero stati questi i metodi utilizzati. Uno di loro ha anche mimato la scena in cui l’insegnante avrebbe dato uno schiaffo a uno degli alunni: gli è stato chiesto di ripeterla e lui l’ha fatto. Secondo i legali che assistono i genitori (erano presenti le mamme dei bambini interessati dall’udienza di ieri - in aula il sostituto procuratore Laura D’Amelio), le parole e i gesti dei bambini sono stati troppo precisi perché possano essere frutto di invenzione.
L’avvocato Michele Mensi, che assiste la maestra, invita comunque alla prudenza sulle conclusioni. In aula ha fatto alcuni interventi perché venissero precisati i termini in cui gli episodi erano avvenuti. E ha espresso più di un dubbio sulla qualificazione di quegli stessi episodi come maltrattamenti.
(p.s.)
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