Sicurezza
Il viceministro: «Rivedrò l’Imu agricola»
I sindaci a Roma strappano una promessa, ma incassano anche una sconfitta: la sede del Comune non si può spostare
ROMA. Volontà di rivedere Imu agricola e Iva sul pellet e l’immancabile “tavolo” aperto ai sindaci montani. Queste le promesse strappate con la mobilitazione di lunedì 12 gennaio, tenuta a Roma dove erano presenti rappresentanze di Anci, Upi e Uncem e 500 sindaci italiani.
Fra di loro, tre sindaci dell’Amiata, di Roccalbegna, di Seggiano e di Cinigiano, unici primi cittadini del Grossetano presenti alla mobilitazione per incalzare il governo a trovare soluzione ai problemi che stanno mettendo a serio rischio i territori montani.
Primi fra tutti l’Imu agricola, la “tassa sui rovi”, come è stata ribattezzata, poi l’aumento dell’Iva sul pellet, la riduzione dei presidi postali nei piccoli comuni. Attesi da esponenti del governo, tra cui il ministro per gli Affari regionali Lanzetta e il viceministro dell’Agricoltura Olivero, e numerosi parlamentari che si sono dati appuntamento su iniziativa dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della montagna guidato dall’onorevole Enrico Borghi, sono stati ascoltati e ricevuto qualche impegno da parte del governo.
«È stata una mobilitazione nuova nel suo genere – ha commentato il presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani – perché gli amministratori dei territori montani sono entrati nei palazzi del Governo e si sono confrontati con le istituzioni con l’obiettivo di raggiungere soluzioni condivise».
Molti sindaci della Toscana hanno spiegato le ragioni del malessere, perché le questioni che preoccupano sono molte. «La montagna troppo spesso si sente abbandonata dal governo centrale – spiega ancora Giurlani – e una delle questioni sollevate è quella dell’introduzione dell’Imu terreni agricoli montani e l’aumento dell’Iva dal 10 al 22 per cento sul pellet. Nessuna risposta nel merito da parte del ministro Lanzetta, che si è impegnata però a farsi carico delle questioni emerse».
È stato il viceministro Olivero, invece, a riconoscere il fatto che la montagna è un elemento strategico che i più, compresi i funzionari ministeriali, non conoscono e non colgono.
«Il viceministro – commenta il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli – ha espresso disponibilità a lavorare insieme da qui in avanti e “impegno assoluto” a rivedere la questione Imu agricola a partire dalla definizione di montagna, vulnus del provvedimento, nonché a rivedere l’Iva sul pellet aprendo a una tassazione agevolata per la materia prima del pellet derivante da filiere corte e certificate. Abbiamo chiesto anche la cancellazione Imu agricola per il 2014, che ci è arrivata fra capo e collo a bilanci già chiusi e ci ha messo in enorme difficoltà, anche perché ci si avvale ancora di un catasto vecchio di 50 anni per comuni dove molti terreni sono abbandonati e a volte senza più proprietari. Comunque una decisione il governo la deve prendere prima del 21 gennaio, prima, insomma, della sentenza del Tar Lazio a cui alcune regioni italiane si sono rivolte. Inoltre, da parte del ministro la volontà di istituire un tavolo di lavoro condiviso con i sindaci montani e i parlamentari. Disponibilità anche ad aprire un confronto con Poste Italiane».
Non pare, invece, percorribile lo spostamento della sola sede legale in zona più alta di 600 metri. «Il trasferimento – spiega Galli – sembra, debba essere totale, con uffici e tutto il resto».
«Un confronto proficuo per la montagna italiana e toscana che ha chiesto di eliminare totalmente l’Imu agricola e restituire quanto già tagliato ai Comuni – ha detto Giurlani – e l’obiettivo è quello di continuare da ora in poi con un confronto simile, per affrontare le questioni dell’emergenza e dello sviluppo rurale e montano. La duplicazione dei costi sostenuta dalle imprese non ha, dunque, più ragione di esistere. Ma per cogliere questa opportunità ogni azienda dovrà analizzare attività e tipologia dei rifiuti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
